Gazzetta di Reggio

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Metà delle scuole reggiane senza certificato d’agibilità

di Luciano Salsi
Metà delle scuole reggiane senza certificato d’agibilità

Secondo l’anagrafe dell’edilizia scolastica il 54,2% degli istituti non è in regola: la nostra provincia è penultima in Emilia–Romagna, davanti alla sola Ferrara

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REGGIO EMILIA. Gli enti locali reggiani hanno sempre avuto un occhio di riguardo per l’istruzione. Qui non esistono soltanto gli “asili più belli del mondo”. I Comuni, a cui competono le scuole dell’obbligo, e la Provincia, che ha la responsabilità degli istituti superiori, non hanno mai risparmiato risorse per mettere a disposizione degli alunni edifici ben attrezzati, accoglienti e sicuri. Eppure l’anagrafe dell’edilizia scolastica, pubblicata ad agosto dal ministero dell’Istruzione, relega la nostra provincia nella parte bassa della classifica. Nell’ambito della regione siamo addirittura al penultimo posto, davanti a Ferrara, per quanto riguarda l’agibilità.

Soltanto il 54,2% degli edifici scolastici reggiani dispone infatti del certificato di agibilità rilasciato previo collaudo statico. Basta varcare l’Enza per trovare una situazione opposta. Parma, infatti, primeggia in Emilia-Romagna con il 79,1% degli edifici agibili.

Seguono Piacenza con il 77,2%, Ravenna con il 71,6% e Bologna con il 57,7%, mentre Ferrara è fanalino di coda con il 46%. La media nazionale, peraltro, si abbassa al 39%.

Una lettura superficiale di questi dati potrebbe seminare il panico fra i genitori, fra i quali quasi la metà avrebbe motivo di temere per l’incolumità dei figli, costretti a seguire le lezioni in aule prive delle garanzie di sicurezza. La realtà, però, è molto diversa.

Il certificato di agibilità è previsto dalla legge soltanto dal 1971. Per gli edifici scolastici costruiti precedentemente, che nell'insieme della penisola sono circa la metà, il certificato non era richiesto. Quindi i territori come il nostro, che hanno preceduto il resto d’Italia costruendo molte scuole negli anni Sessanta, si trovano ora con un patrimonio relativamente vecchi che, anche se solidissimi e sicuri, difettano di una formalità burocratica non prescritta in quel periodo.

Si può obiettare che l’anzianità di una costruzione è di per sè un dato negativo, che lascia supporre la sua inadeguatezza alle attuali esigenze. Tuttavia si dovrebbero verificare i successivi interventi di adeguamento, per i quali gli enti locali reggiani hanno speso parecchio.

La nostra provincia è generalmente al di sopra della media nazionale per quanto riguarda i parametri presi in considerazione. In Italia, infatti, soltanto il 71% degli edifici scolastici ha superato le barriere architettoniche grazie a rampe d’accesso, porte abbastanza larghe e servizi igienici per disabili, e il 58% si giova di soluzioni per ridurre i consumi energetici con la zonizzazione dell'impianto termico (64%), i vetri doppi (62%) e i pannelli solari (46%). Appena il 63%, poi, dispone di un servizio di scuolabus. Oltre il 70% delle scuole dispone del documento di valutazione del rischio e del piano d'emergenza.

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