Gazzetta di Reggio

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Si parte con le uve nere, sarà un’annata dolcissima

di Claudio Corradi
Si parte con le uve nere, sarà un’annata dolcissima

Domenica alla cantina sociale di San Martino si è svolta l’assemblea dei soci «La condizione ottimale dei grappoli permetterà di vendemmiare senza fretta»

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SAN MARTINO IN RIO. Entra nel vivo la vendemmia dei reggiani con l'inizio della raccolta delle uve nere, quelle destinate alla produzione di rossissimo e Lambrusco, che rappresentano il 95% della produzione locale. Aprono i battenti da domani le cantine sociali della zona, quelle che praticamente pigiano la quasi totalità delle produzioni dei nostri vigneti, per iniziare finalmente a capitalizzare il lavoro compiuto fra i filari nel corso di una intera stagione. Stagione che sarà ricordata a lungo per il suo grande caldo, la prolungata siccità ma anche l'eccellente livello qualitativo che emerge dai primi campionamenti sui grappoli.

«Sarà un'annata dolcissima - emerge dall'assemblea dei soci che si è svolta domenica alla Cantina Sociale di San Martino in Rio - visto l'elevato grado zuccherino che presentano le uve in questi giorni rispetto a quello dello scorso anno». Segnali positivi anche dal punto di vista della produzione che nonostante l'atteso calo produttivo delle rese sta godendo di un perfetto stato sanitario dei grappoli che permetterà di vendemmiare senza fretta, rispettando i tempi di maturazione ideali che peraltro sono quelli che permettono di ottenere la migliore qualità del prodotto.

«La raccolta delle uve deve essere effettuata in condizioni ottimali seguendo le indicazioni dei tecnici - ha precisato l'enologo Fabrizio Bocedi ai suoi soci - visto che queste devono essere lavorare in funzione dell'ottenimento di prodotti che tante volte sono già stati concordati con i nostri clienti ancora prima della vendemmia». Ma per ottimizzare i processi di produzione a San Martino sono stati messo in campo anche importanti investimenti tecnologici volti proprio all'ottimizzazione ed alla modernizzazione dei sistemi di lavorazione delle uve. «Una cantina così aggiornata - precisa il presidente della Cantina di San Martino in Rio Roberto Baccarani - è un gran biglietto da visita per i nostri clienti che quando la vengono a visitare rimangono affascinati dalla nostra tecnologia e dalla nostra capacità di adattare in modo estremamente versatile i processi di vinificazione proprio alle loro esigenze». Questo nonostante stiamo parlando della prima cantina sociale che è nata nella nostra provincia nel lontano 1907 e che da domani si prepara ad affrontare la sua vendemmia numero 108 con una struttura d'avanguardia realizzata con investimenti di oltre 3 milioni di euro. Una struttura con grandi progetti per il futuro che non partono solo dagli importanti investimenti realizzati ma anche dall'ottenimento delle certificazioni sulla “sicurezza alimentare" e sulla “rintracciabilità alimentare” fino alla recente presentazione di nuovi prodotti in bottiglia.

Al termine dell'assemblea di domenica mattina tutti i soci hanno potuto toccare con mano i lavori eseguiti nei vari locali della cantina prima dell'inaugurazione ufficiale dei nuovi impianti enologici che si è svolta alla presenza del sindaco Zurlini e di Padre Livio.

I viticoltori si sono poi intrattenuti in un pranzo conviviale di festeggiamento prima della grande fatica del periodo della vendemmia che durerà una ventina di giorni. D'altra parte i mortivi per festeggiare erano tanti, compreso l'ottimo risultato di bilancio ottenuto dall'esercizio della precedente vendemmia che ha pienamente soddisfatto i produttori nonostante un leggero calo dei prezzi di riparto, contenuto nel 5%, e che ha saputo tenere testa ad una serie di preoccupanti difficoltà come il minor grado zuccherino, i costi di concentrazione ed un mercato dei Lambruschi illogicamente in calo.

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