Mega appalto sui rifiuti, aziende e coop contro Iren
Gara da 48 milioni. Transcoop: «L’offerta è troppo bassa, legalità a rischio». In bilico anche i lavoratori svantaggiati
REGGIO EMILIA. La raccolta dei rifiuti porta a porta nei prossimi due anni nelle province di Reggio, Parma e Piacenza vale 48 milioni di euro. Una cifra di tutto riguardo nel panorama locale, che andrà a copertura del servizio per il biennio 2016-2017 e che diventa addirittura di 96 milioni di euro in caso di ulteriore rinnovo biennale (già previsto nel contratto).
Una gara ghiotta pubblicata da Iren a inizio agosto ma che conti alla mano non offrirebbe la giusta remunerazione mettendo a rischio l’equilibrio delle aziende che il 22 settembre prossimo usciranno vincitrici. A traballare sono anche le decine di posti di lavoro riservati ai lavoratori svantaggiati tramite le coop sociali, che a queste condizioni non riusciranno più a pagare gli stipendi. Pratica scottante, quest’ultima, della quale è stato investito ora Andrea Volta, presidente della Legacoop Emilia Ovest, che si confronterà con Iren.
Non si tratta - è bene dirlo - di una gara al massimo ribasso: “solo” il 50% del punteggio viene determinato dal ribasso presentato da ciascuna azienda. «È certamente uno degli appalti più interessanti a livello nazionale per il settore ma stiamo facendo i conteggi puntuali e al momento non credo ci siano le condizioni necessarie per partecipare alla gara» dice senza peli sulla lingua Livio Pallicelli, direttore di Transcoop, consorzio reggiano che riunisce circa 300 aziende di autotrasporti, e tra i vincitori delle precedenti gare. Un big del settore, insomma, che fattura oltre 100 milioni di euro l’anno e ha un potenza di fuoco in grado di aggredire gare simili, pronto però a farsi da parte perché questa volta i conti non quadrano.
«Non me la sento di criticare o di lodare Iren per la sua scelte - dice Pallicelli - ognuno si fa i conti in casa propria. Noi vorremo partecipare alla nuova gara per i servizi ambientali con una decina di aziende consorziate e circa 40 camion ma i margini offerti da Iren tra il precedente appalto e questo si sono ridotti tra il 10 e il 15%. Troppo per poter assicurare i nostri standard: parlo di stipendi e contributi pagati regolarmente. Noi vogliamo fare le cose “a modo” e con una base d’asta così bassa si abbassano anche le tanto sbandierate barriere per la legalità delle quali tutti parlano ma che comportano certezza sia nei costi che nei guadagni. La realtà offerta da questi appalti mi fa pensare che difficilmente le aziende locali si possano spendere in questa gara. Ci saranno adesioni da altre parti d’Italia».
L’altra grande novità di quest’anno è anche l’appalto unico: prima, infatti, il servizio era parcellizato in tante piccole gare. Così Iren riduce le spese di gestione chiudendo però la strada alle piccole imprese.
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