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Aemilia, nuovo arresto per Michele Bolognino e i fratelli Vertinelli. Sequestri per altri 35 milioni di euro

L'inchiesta contro l'ndrangheta emiliana va avanti e punta sempre più agli aspetti patrimoniali: scovate nuove società riconducibili al clan Grande Aracri


03 settembre 2015


REGGIO EMILIA.  Sviluppi sul fronte dell'inchiesta "Aemilia". Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, chieste dalla Dda di Bologna e disposte dal gip Alberto Ziroldi, sono state eseguite dai carabinieri. La misura è stata eseguita nei confronti di Michele Bolognino e dei fratelli imprenditori di Montecchio  Palmo e Giuseppe Vertinelli. Inoltre, sono scattati sequestri patrimoniali per 35 milioni di euro.

Sono indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso, fittizia intestazione di beni, impiego di denaro e proventi illeciti, riciclaggio ed altri reati aggravati dalla finalità mafiosa. I provvedimenti - si legge nella nota dei carabinieri - scaturiscono dall’articolata attività investigativa, coordinata dai sostituti Procuratori Marco Mescolini e Beatrice Ronchi che già il 28 gennaio scorso ha portato all'arresto di 117 persone su 224 indagati.

La nuova operazione, condotta nelle province di Reggio Emilia, Parma, Aosta, Bologna e Crotone, ha portato al sequestro di 16 società di capitali, 9 beni immobili, 16 autoveicoli e 21 tra rapporti bancari e finanziari. Le indagini, che già avevano dato origine a interventi repressivi di notevole portata nei confronti dell’organizzazione ‘ndranghetistica emiliana, ne hanno ulteriormente confermato l’ingerenza nella gestione e controllo di  attività imprenditoriali, formalmente intestate a prestanome, nonché l’accumulo illecito di significativi patrimoni personali. Proprio all’esito delle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli interessati, sono emerse conferme in ordine alla gestione occulta di imprese, in parte già sottoposte a sequestro nell’ambito dei precedenti provvedimenti.

Attraverso l’analisi della documentazione contabile sequestrata, si è evidenziata la riconducibilità agli indagati di ogni processo decisionale interno alle aziende, per cui qualsiasi “ordine” relativo alle operazioni aziendali veniva vagliato e gestito dai reali dominus, dietro lo schermo di compiacenti prestanome. Ciò ha consentito di ricondurre ai fratelli Vertinelli e a Michele Bolognino una serie di imprese attive nel settore dell’edilizia, quali il Consorzio Stabile GECOVAL di Aosta, la S.I.C.E. s.r.l., l’Impresa VERTINELLI s.r.l., l’EDILIZIA COSTRUZIONI GENERALI s.r.l., queste ultime di Montecchio Emilia, la TOP SERVICE s.r.l. di Parma e la OPERA s.r.l. di Crotone.

Sono state inoltre trovati riscontri circa la riconducibilità agli indagati delle società (pertanto sottoposte a sequestro) TOUCH s.r.l. di Crotone, operante nel settore degli autotrasporti, la Tangenziale Nord Est s.a.s., la MILLE FIORI Service s.r.l. e la Achilli & Schianchi s.n.c., tutte con sede a Montecchio Emilia e attive nel settore della ristorazione e bar.

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