Appalto al ribasso: «Iren rifaccia la gara»
Rifiuti, i nuovi importi non permettono di pagare gli stipendi. Frigeri: «Subito un incontro». Legacoop pronta alla “guerra”
REGGIO EMILIA. Le cooperativa sociali sono pronte alla “guerra”. Se entro lunedì Iren non compirà un passo in favore dei lavoratori svantaggiati impiegati per la raccolta dei rifiuti - che rischiano di perdere il posto di lavoro - Legacoop spezzerà il silenzio tenuto finora per urlare il proprio dissenso. Il problema è semplice: il nuovo mega appalto biennale per la raccolta dei rifiuti urbani a Reggio, Parma e Piacenza - valore 48 milioni di euro suddiviso in 5 lotti - non permette di assicurare una giusta remunerazione alle aziende che lo vinceranno e ai loro lavoratori. L’importo, infatti, è più basso rispetto al passato. Parte dei circa 450 lavoratori che verranno impiegati sono i cosiddetti “svantaggiati”, gestiti dalle coop sociali, che rischiano di non riuscire a mantenere in attività la quota decine di addetti in capo alle onlus.
La gara d’appalto verrà chiuso il 22 settembre: entrò lunedì, però, Legacoop attende un chiarimento da parte di Iren, che viene sferzata anche dalle aziende private dei trasporti riunite in Transcoop, che giudicano troppo basso il compenso rispetto al passato. Circa un 15% in meno che mina la sostenibilità dei lavori e mette in crisi le barriere sulla legalità sbandierate in questi ultimi anni.
A dare la stura a Iren è anche la Cgil di Reggio, che chiede a Iren di riprendere il confronto sul tema degli appalti e delle esternalizzazioni e internalizzazioni dei servizi. La Camera del Lavoro lo fa tramite la Funzione Pubblica, allarmata dai ribassi che la multiutility ha previsto nella nuova gara d'appalto per la concessione dei servizi di gestione rifiuti sul territorio.
Il sindacato di categoria esprime infatti «forte preoccupazione sulle possibili ricadute di tipo normativo e contrattuali dei lavoratori coinvolti». Nel merito «esprimiamo inoltre perplessità sul paventato ribasso del valore complessivo degli appalti - sottolinea il segretario Fp Cgil Maurizio Frigeri - peraltro denunciato pubblicamente dalle imprese locali in quanto la contrazione dei costi potrebbe ripercuotersi negativamente sulla qualità del servizio e nel contempo sul trattamento retributivo dei lavoratori».
Oltre a ciò «l’attuale riforma del lavoro (Jobs act) pone ulteriori elementi di difficoltà sul fronte delle tutele dei lavoratori interessati». Per questi motivi, conclude il segretario, «abbiamo immediatamente chiesto la ripresa del tavolo negoziale con Iren per proseguire il confronto sui temi degli appalti».
Iren finisce sul banco degli imputati a Parma sempre per lo stesso bando di gara. L’importo previsto per la provincia ducale, 22 milioni di euro circa, è più basso di circa il 20% rispetto al servizio svolto attualmente. «Chiederemo ad Atersir di capire come siano state determinate le tariffe attualmente in vigore e se questi ribassi siano compatibili con la corretta esecuzione del servizio», promette l'assessore all’ambiente del Comune di Parma, Gabriele Folli. «È doveroso capire se i cittadini di Parma fino ad oggi hanno pagato ad Iren più del dovuto oppure se le nuove condizioni economiche saranno tali da non consentire la corretta esecuzione regolare del servizio di raccolta rifiuti. Spiace poi rilevare come le clausole sociali abbiano un peso sostanzialmente irrilevante nel bando di gara». Per i 5 stelle la gara va ritirata e riproposta con nuovi criteri di aggiudicazione.
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