Ex Montanari come in un horror tra accette e... fantasmi
Luzzara: l’incredibile e macabro gioco a “guardie e ladri” nello stabilimento abbandonato
LUZZARA. E ora i ladri “sfidano” operai, istituzioni e forze dell’ordine. Ennesima effrazione, stavolta con “dispetto”, alla ex Montanari di via Carboni a Villarotta. I malviventi sono tornati appositamente per impossessarsi delle taniche di gasolio che, la notte precedente, avevano trafugato da un capannone e nascosto tra l’erba alta. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12036720:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12036720:1649484290/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La refurtiva, però, era stata recuperata dagli addetti della “Bernuzzi”, che di giorno fanno i guardiani alla ditta dismessa. In un primo tempo, infatti, sembrava che oltre ai cavi di rame i ladri avessero portato via anche tre taniche di gasolio. In realtà gli operai della “Bernuzzi”, che presidiano il capannone di loro competenza per difenderlo dai raid ladreschi, per puro caso avevano rinvenuto, nel tardo pomeriggio di mercoledì, le taniche dietro la fitta vegetazione che circonda l’ex Montanari.
LE SCRITTE. Uno degli operai, prevedendo che i malviventi sarebbero tornati, ha portato a casa le taniche di gasolio. Ma i ladri, non trovando più il carburante, hanno pensato di fare altri danni, con tanto di scritte sarcastiche. Ieri mattina gli addetti della “Bernuzzi” si sono trovati di fronte ad una scena incredibile: in un pannello del portone d’ingresso era stato praticato un buco sopra il quale, con un pennarello verde, i ladri hanno disegnato un cuore trafitto da un’ascia. E le scritte: «Ci scusiamo, ma siamo topi da cavi»; «I cavi sono finiti cambiamo zona». Firmato C.B.E. e S.N. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12036713:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/04/fotogalleria/alla-ex-montanari-si-gioca-a-guardie-e-ladri-con-contorni-horror-1.12036713]]
TI GUARDO. Sulla parte inferiore, invece, è stato disegnato quello che potrebbe sembrare un cane lupo. Sull’altro portone i ladri hanno affisso con chiodi una tuta bianca di quelle usate per la rimozione di rifiuti speciali, o che si vedono nella serie televisiva dei Ris. Attorno al cappuccio della tuta sono stati disegnati capelli ricci con la scritta: «Ti guardo».
L’ex Montanari di Villarotta, fabbrica ormai dismessa in regime di concordato preventivo, lacerata da oltre un mese da furti, devastazioni e atti vandalici ad opera di ignoti, è diventata ormai teatro di una guerra tra guardie (gli operai della “Bernuzzi”) e ladri, come nel film con Totò. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12036722:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12036722:1649484290/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Alla fine, nel capannone dell’ex Montanari, che il titolare della “Bernuzzi” di Gussola (Cremona) voleva affittare come ramo d’azienda e dove aveva sistemato alcuni macchinari per iniziare la produzione e per dare lavoro a una trentina di persone, i ladri non hanno poi toccato nulla; anzi, hanno solo voluto dimostrare che loro, nonostante tutti gli ostacoli – come le pietre e i macchinari pesanti appoggiati davanti al portone d’ingresso e alle porte laterali dagli operai – sono riusciti ad entrare ugualmente aprendosi un varco a colpi d’ascia.
LA SFIDA. E, sempre in segno di sfida, quasi da presa in giro, hanno poi lasciato le scritte con tanto di firma siglata. I carabinieri di Luzzara hanno sequestrato ascia e tuta. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12036721:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12036721:1649484290/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
NOI NON C’ENTRIAMO. «Noi non abbiamo mai avuto a che fare con la ditta Montanari di Villarotta». A parlare è il dottor Tropi, titolare dell’Electric Power di Rio Saliceto, al quale, ieri mattina, era giunta la segnalazione dei cartelli, riportanti scritte ingiuriose, apparse sui muri e su un pannello all’interno di un capannone dismesso della ex Montanari di Villarotta. «Probabilmente si tratta di un caso di omonimia, o forse è stato scritto in modo sbagliato volendo intendere un’altra azienda ma noi, con quanto sta succedendo a Villarotta, non c’entriamo assolutamente nulla. E questo a tutela della nostra serietà e della nostra immagine».
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