La multiutility stringe la cinghia sui costi ma a farne le spese sono le persone deboli
REGGIO EMILIA. Iren è considerata competitiva nei servizi ambientali ma non in alcune poste di bilancio, leggasi debiti. Per questo gli ultimi conti licenziati dalla multiutility segnano il passo:...
REGGIO EMILIA. Iren è considerata competitiva nei servizi ambientali ma non in alcune poste di bilancio, leggasi debiti. Per questo gli ultimi conti licenziati dalla multiutility segnano il passo: utile in crescita del 30% e indebitamento ridotto per il gruppo partecipato dai comuni emiliani assieme a Genova e Torino. È quanto emerge dai risultati di esercizio al 30 giugno. L' utile netto è stato pari a 102,6 milioni di euro contro i 77 milioni di euro registrati nello stesso periodo del 2014. In calo invece l'indebitamento finanziario netto pari a 2,1 miliardi di euro, che si è ridotto di 131 milioni rispetto al 31 dicembre 2014. Come mai, allora, il nuova appalto rifiuti da 48 milioni - che diventano 96 milioni in caso di rinnovo sempre biennale - è così risicato? Secondo Iren le tariffe che verranno pagate alle aziende sono in linea con il mercato. Secondo gli autotrasportatori no. Fatto sta che l’azienda dell’energia e dei rifiuti sta stringendo la cinghia sui costi per risanare il bilancio a tutto tondo. Ma «da una prima lettura del bando di gara emergono due aspetti molto preoccupanti che vanno modificati» ha rilevato nei giorni scorsi anche Nicola Dall’Olio, Capogruppo Pd in consiglio comunale a Parma, dove risiede il maggior numero di lavoratori “svantaggiati” - Ad oggi la raccolta differenziata è condotta principalmente da cooperative sociali locali. Con le forme di contratto di lavoro richieste dal nuovo bando, c’è il rischio concreto che le cooperative sociali non riescano nemmeno a partecipare alla gara restando tagliate fuori dal servizio».
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