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Pagliani: «Misure drastiche contro la fauna selvatica»

Pagliani: «Misure drastiche contro la fauna selvatica»

COLLAGNA. Il capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia in Provincia, Giuseppe Pagliani, ha presentato una interpellanza sulla caccia e i rimborsi agli agricoltori per i danni causati dalla fauna...

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COLLAGNA. Il capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia in Provincia, Giuseppe Pagliani, ha presentato una interpellanza sulla caccia e i rimborsi agli agricoltori per i danni causati dalla fauna selvatica, chiedendo provvedimenti più drastici di quelli attuali. «La Regione – scrive Pagliani – per ridurre i danni causati dalla fauna selvatica ha approvato, già dal 2013, l’aggiornamento della Carta delle vocazioni faunistiche per gli ungulati, in attuazione del protocollo d’intesa siglato con l’Ispra per contenere la presenza di cervi, caprioli, cinghiali, laddove fossero in sovrannumero e arrecassero danni alle colture agricole. Il protocollo prevedeva, tra l’altro, l’eradicazione del capriolo in pianura e nelle zone non vocate attraverso nuove modalità di prelievo che travalicassero i vincoli di classe e di sesso. In collina e montagna era, invece, consentito il superamento delle percentuali consuete di prelievo, in presenza di accertate necessità di raggiungimento delle densità obiettivo. Per quanto riguardava il cinghiale non veniva fissato un obiettivo di densità, ma si assumeva come riferimento la soglia fisiologica di danni che la specie provocava». E ancora: «Nonostante il protocollo, e nonostante la redazione da parte della Provincia del piano faunistico-venatorio, in molte aree la presenza di un numero del tutto sproporzionato di ungulati continua ad arrecare danni ingenti alle colture agricole e ad essere causa di numerosi incidenti stradali. Inoltre i provvedimenti governativi sul ridimensionamento delle Province hanno prodotto un’evidente incertezza istituzionale che coinvolge le competenze in materia faunistico-venatoria, e nel frattempo sono sempre più numerosi i proprietari, coltivatori e affittuari che chiedono un intervento mirato per l'eliminazione degli ungulati in sovrannumero e delle loro nidiate. La situazione non è più tollerabile, considerati anche i rischi di attraversamento delle strade su gran parte del territorio montano e collinare dove già si sono verificati numerosi sinistri da impatto con gli animali. Chiediamo alla Provincia se e quali iniziative, anche in accordo con Atc, Aree protette,aziende faunistico-venatorie e associazioni agricole, intenda assumere per raggiungere l'obiettivo di una riduzione duratura degli ungulati e, conseguentemente, dei danni da essi provocati».

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