Gazzetta di Reggio

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Strage di uccelli per un gioco tra ragazzi imbecilli

di Martina Riccò
Strage di uccelli per un gioco tra ragazzi imbecilli

Castelnovo Sotto: hanno sparato ai nidi, decine di pennuti morti. Tre giovani visti scappare lasciando sul posto le bici

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CASTELNOVO SOTTO. Era andato a passeggiare con il cane per rilassarsi in mezzo alla natura, ma si è trovato davanti a uno spettacolo raccapricciante: qualcuno aveva sparato a decine di uccelli migratori, appollaiati sulla cima degli alberi, lasciando dietro di sè cadaveri e ali squarciate.

«Mi capita spesso di andare a passeggiare nel boschetto dietro la ditta Speroni – racconta Orfeo Bossini, insegnante precario di storia e filosofia alle superiori – è un posto molto bello e rilassante. Ma mercoledì pomeriggio non ero solo. Quando sono arrivato al limite del bosco ho sentito delle voci e poi dei rumori sordi, come degli spari. Mi sono addentrato nella macchia per capire cosa stesse succedendo e ho visto tre ragazzi scappare».

Dietro di loro, una scia di morte. «Per terra ci saranno stati almeno 13 uccelli senza vita – conferma Bossini – e, tra questi, alcuni erano in evidente stato di decomposizione. Segno che, probabilmente, non era la prima volta che questi ragazzi, o altri, giocavano al tiro al bersaglio con questi poveri animali». Un gioco crudele e sadico, il loro, che difficilmente può rientrare nella definizione di “bravata”. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12032043:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/03/fotogalleria/sparano-ai-nidi-per-gioco-decine-di-uccelli-migratori-morti-1.12032043]]

«Dopo aver visto questa strage – prosegue Bossini – ho immediatamente chiamato la polizia municipale. Poi ho avvertito la Lipu e la Guardia Forestale, che nei prossimi giorni verrà a fare un sopralluogo nel boschetto. È stato terribile vedere quegli uccelli a terra – racconta – e soprattutto pensare a quanti altri saranno andati a nascondersi perché feriti e, soprattutto, a tutte le uova che moriranno senza la mamma che le cova».

Il boschetto che circonda il lago dietro la ditta di Speroni, infatti, è stato scelto da questa specie di uccello migratore per nidificare. La quiete di quel luogo, però, è stata distrutta. E ora decine di mamme, con le ali aperte a croce e il becco rivolto verso il cielo, sono a terra, immobili, ai piedi di quel nido da cui stavano tornando. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12031997:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12031997:1649484292/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Quando i ragazzi mi hanno sentito arrivare sono scappati e non sono riuscito a vederli bene – prosegue Bossini – ma hanno abbandonato le biciclette. Spero che questo possa servire alle forze dell’ordine per individuarli». Gli agenti della polizia municipale delle Terre di Mezzo, infatti, hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili della strage.

«Io sono un insegnante – aggiunge Bossini – e se ho denunciato questa strage non è solo per senso civico. Questi ragazzi hanno sbagliato, non c’è dubbio, ma credo che non si siano resi conto di ciò che stavano facendo. Penso possano essere aiutati dalle loro famiglie e da esperti – conclude – a capire la responsabilità che c’è dietro a un gesto fatto con leggerezza e ad acquisire, oltre a una maggiore consapevolezza, anche un sistema di valori che parte dal rispetto per la natura. Che è qualcosa che l’uomo non può trattare come propria».

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