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Stroncato da una malattia il sindacalista Mauro Berni

di Luciano Salsi
Stroncato da una malattia il sindacalista Mauro Berni

Punto di riferimento prima di Rifondazione poi della Uil-trasporti, aveva 64 anni. Brescia: «Era combattivo, leale e competente»

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REGGIO EMILIA. I lavoratori del trasporto pubblico e tanti amici piangono la scomparsa di Mauro Berni. Il sindacalista della Uil-trasporti, conosciuto anche per l'impegno politico in Rifondazione comunista, è morto nella sua casa a Santa Vittoria di Gualtieri a causa della malattia che l'aveva colpito all'inizio del 2014.

Nonostante il peggioramento delle condizioni di salute, fino a pochi mesi fa aveva continuato a prestare servizio come autista di Sogea, una delle aziende private appaltatrici di Seta, e a prodigarsi per la difesa dei diritti dei lavoratori, iscritti o non iscritti al suo sindacato. Venerdì sera, colpito da infarto, era stato ricoverato al Santa Maria Nuova. Superata la crisi era stato dimesso, ma ormai ogni speranza era svanita.

La camera ardente è allestita nella sua abitazione, dove sabato alle 10 gli sarà porto l'ultimo saluto con una breve cerimonia in forma civile. Poi la salma verrà trasferita a Mantova per la cremazione.

Mauro Berni aveva 63 anni. Dopo avere lavorato nell'azienda artigiana della sua famiglia, aveva fatto il camionista e l'istruttore di scuola guida, mentre si dedicava al volontariato nella Croce Rossa. Dal 2000 era autista di autobus, prima nel settore turistico, poi alle dipendenze di Sogea. Lascia la moglie Maddalena Ragni, le figlie Giorgia ed Elena e la nipote Giordana, alle quali era legatissimo.

Negli ultimi tempi confessava che la sua più grande sofferenza era il dolore provato dai suoi cari. Fra gli amici gli è stato molto vicino Alberto Brescia, suo collega in Sogea e compartecipe delle battaglie sindacali. «Non avremo più - asserisce Brescia - un sindacalista grande come lui. Era combattivo, leale e molto competente. Conosceva alla perfezione le norme e i contratti. Ci esortava a condurre sempre le lotte entro i confini della legalità, per non passare dalla ragione al torto».

Michela Bognar, segretaria provinciale della Uil-trasporti, non riesce a trattenere le lacrime: «Era - dice - un uomo forte e appassionato, da ammirare per il coraggio. Ci esortava a non stare male per lui e a continuare a lottare per il bene dei lavoratori».

Gianluca Neri, segretario regionale dello stesso sindacato, aggiunge: «Dimostrava grande competenza nella materia molto complessa che gli era affidata, quella dei contratti con le aziende private del trasporto. Glielo riconoscevano anche i suoi datori di lavoro. Era contrario al sistema dei subappalti e si batteva per il contratto unico delle aziende private». Al commiato funebre si preannuncia, fra le altre, la partecipazione dei compagni di Rifondazione comunista. «Fino a tre anni fa - riferisce Alberto Ferrigno - Berni è stato un nostro grande attivista e si è presentato alle elezioni come candidato. Per me è stato anche un amico sincero».

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