Gazzetta di Reggio

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Tutti aspiranti psicologi: in 750 per 300 posti

di Luciano Salsi

Ieri mattina lunghe code nelle sedi universitarie di viale Allegri e via Fogliano Tanti i candidati che provengono da altre esperienze. E c’è anche una 71enne

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REGGIO EMILIA. La formazione universitaria è lunga e difficoltosa, il tirocinio estenuante, lo sbocco professionale incerto e spesso poco remunerativo. Il fascino della psicologia, però, vince ogni perplessità e spinge 750 candidati a contendersi i 300 posti messi a disposizione per l'avvio del nuovo corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche, promosso congiuntamente dall'università di Modena e Reggio e da quella di Parma. Per la selezione era previsto un test d'ammissione che s'è svolto ieri mattina in tredici aule del palazzo Dossetti, in viale Allegri, e della sede distaccata di via Guidoriccio Fogliani.

Alle 9,30 si sono formate agli ingressi lunghe code. Alle 11,30 ha avuto inizio la prova, che consisteva in settanta quesiti formulati con quattro opzioni di risposta. Quindici domande riguardavano la logica e la matematica, cinque le competenze linguistiche, dieci il problem-solving, venti la comprensione dei testi nelle lingue italiana e inglese, dieci la cultura generale e dieci l'attualità storico-politica e le nozioni di scienze e biologia. Era concesso un tempo massimo di settanta minuti. Molti s'erano preparati con cura nei due mesi estivi che seguono l'esame di maturità. Altri tentavano la sorte. Il minimo comun denominatore, però, è l'interesse personale per la psicologia, spesso maturato in percorsi scolastici di tutt'altro genere. La diciannovenne Elena Giordano, ad esempio, è una neodiplomata dell'istituto tecnico commerciale Barozzi di Modena, che spiega: «La passione per questa disciplina mi è nata quando frequentavo la terza classe, grazie anche allo stimolo di mia madre, che l'aveva studiata alle scuole superiori. Vorrei specializzarmi nella psicologia infantile o nella criminologia». Anche la spezzina Alessia Guadagni viene da un corso di ragioneria: «Mi sono accorta - riferisce - di non essere portata per l'economia, mentre mi interessa la criminologia». La svolta più radicale, però, la medita il modenese Sauro Savigni, che lavora da dieci anni a Salvaterra come perito informatico: «La mia professione - confessa - mi soddisfa, ma preferirei fare lo psicologo». La bolognese Valentina Talami, che ha frequentato un liceo artistico, ha un «etto orientamento di genere: "Vorrei occuparmi - dice - della violenza contro le donne, ma non escludo altri ambiti». Ha le idee chiarissime il novellarese Samuele Crotti, uscito in giugno dal liceo scientifico Corso di Correggio, che spiega: «Studio pianoforte e vorrei iscrivermi anche al conservatorio. Come psicologo desidero praticare la musicoterapia. Mi ha sollecitato in tal senso il centro di musicoterapia esistente a Novellara, che si occupa di bambini autistici e con problemi neurocognitivi». La reggiana Emma Piccinini, invece, ha ancora un orientamento generale: «Durante gli studi al liceo scientifico Spallanzani - dice - ho soperto che mi interessavano di più le materie umanistiche. Ho letto libri di James Hillman». La milanese Camilla Machina viene da un corso liceale di scienze umane: «Mi interessano molto - spiega - le neuroscienze. Vorrei occuparmi dei disabili e della riabilitazione di chi ha subito interventi chirurgici». Fra i candidati prevalgono i 155 modenesi. Dalla provincia di Reggio ne vengono 132, da quella di Parma 127, dal resto dell'Emilia-Romagna 92, dalle altre regioni 234, dall'estero 18. Tre candidati su quattro sono donne. L'età media è di 23 anni per le femmine e di 24 per i maschi. C'è perfino una 71enne. Il referente del corso è Sandro Rubichi, docente di Introduzione alla psicologia, che riferisce: «Ogni anno sono previsti due semestri distinti, a Reggio e a Parma. Dopo la laurea triennale quasi tutti si iscrivono a quella magistrale, attiva a Parma. In Italia la formazione è di fatto quinquennale, tanto che si auspica il ciclo unico. Poi la si completa con il tirocinio e, eventualmente, con i quattro anni della specializzazione in psicoterapia. La maggior parte degli psicologi intraprende la libera professione».

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