Verso il Campovolo, Ligabue si racconta: "Mediano? Ora mi sento un attaccante"
Il giro del mondo del rocker di Correggio nell'intervista di Fabio Fazio andata in onda su Rai Uno. Questa sera la seconda parte dello speciale
REGGIO EMILIA. Il calcio, la passione per l'Inter. Ma anche e soprattutto l'ebbrezza di salire sui palchi di tutto il mondo. E poi gli esordi nella sua Correggio, negli anni '70 un vero punto di riferimento della scena musicale internazionale. In vista del megaconcerto al campovolo del prossimo 19 settembre, Luciano Ligabue si racconta a 360 gradi davanti ai microfoni di Rai Uno nello speciale curato da Fabio Fazio e intitolato "Ligabue Il giro del mondo da Tokyo a Campovolo". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12016401:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/31/fotogalleria/iniziato-al-campovolo-il-montaggio-del-mega-palco-di-ligabue-1.12016401]]
Ieri è andata in onda la prima puntata. Questa sera dalle 23.10 il resto dell'intervista. Ecco il link al quale vedere la prima parte dell'intervista.
Ecco alcuni stralci della prima parte dell'intervista.
IL FASCINO DI SAN SIRO. "La musica, come il calcio, si fonda su una cosa che non è così razionale. Ad esempio io sono di Reggio Emilia e casualmente mi ritrovo ad essere tifoso, dell'Inter che è una squadra di Milano. Ed è successo perché quando ero ragazzino chi era più grande di me tifava per l'Inter nel momento in cui l'Inter vinceva tutto. Io ero troppo piccolo per capire 'sta roba qua e mi sono preso tutti gli anni in cui l'Inter non ha vinto niente. Nonostante questo mi ritrovo a capire che non è normale farsi cambiare le domeniche o i sabati sera dalle imprese di undici persone che non conosci neanche, ma hanno la ventura o sventura di giocare in una squadra per cui tifi". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11996129:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/27/fotogalleria/amarcord-ligabue-le-foto-degli-esordi-che-non-avete-mai-visto-1.11996129]]
PRIMA DI SALIRE SUL PALCO. "L'ultima cosa che faccio è cercare di fare i conti con me stesso in quel momento. Ho una fortuna di base: mi piace salire su un palco. Basta salire su un palco e partecipi ad una festa che qualcuno ha organizzato per te, a cui partecipano in tantissimi".
TRA PALCO E REALTA’. "Nella realtà raccontava della percezione che mediamente si ha di te quando fai questo mestiere. Non è gratis la bellezza di salire su un palco. Si alza il bisogno da parte degli altri di interpretarti e cercare di capirti. E ovviamente questo dà luogo a interpretazioni che non combacia con chi sei realmente, tranne rari caso. Puoi anche parlare con l'edicolante di casa tua, ma ti guarda con sospetto e pensa che in una settimana sei cambiato. Quindi prima di tornare a parlare come una settimana prima ci vuole del tempo. È una cosa di cui ho un po' sofferto, che ho cominciato a sfogare con Tra palco e realtà".
IL GIRO DEL MONDO. "Ho ancora adesso la sensazione che mi abbiano permesso di giocare. È difficile immaginare nella vita qualcosa di meglio che girare per il mondo e fare viaggi fantastici e finalizzare il tutto con concerti nei club e nei teatri, come facevo un po' agli inizi della carriera senza nessun tipo di aspettativa. Quindi chi c'era c'era. E la gente c'era. Ogni pretesto per andare su un palco era buono."[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11990362:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/26/fotogalleria/fantasia-ironia-e-affetto-smisurato-i-fotomontaggi-dei-fan-di-ligabue-su-facebook-1.11990362]]
L'AFFETTO DEI FANS. "Cerco le facce. Ho bisogno di uno scambio con i singoli, con quelli che si fanno un mazzo tanto per arrivare ad essere nella transenna davanti. Mi sorprendo nel vedere che nonostante hanno partecipato a chissà quanti concerti miei, gli cade comunque una lacrima silente durante un certo pezzo. E quindi sorprendermi ancora una volta dell'effetto che nonostante la routine la canzone può avere".
VITA DA MEDIANO. "Poco sopra la difesa, fra la difesa e il centrocampo. E' una canzone "esagerata": è eccessivo il senso di colpa per cui l'ho scritta. Io venivo da un momento in cui stavo vivendo un successo che non avevo mai messo in preventivo in vita mia, ed era quello di Buon Compleanno Elvis, a cui è seguito Su e giù da un palco, Radiofreccia e Fuori e dentro il borgo. Era un periodo in cui questa cosa mi dava gratificazione, ma questo successo porta a galla un po’ tutto. E io soffrendo un po' del fatto di venire frainteso, sentivo di non essere capito almeno nelle intenzioni. Allora ho scritto qualcosa in cui dicevo: "vabbè scusate, ho successo ma sappiate che sono uno che fatica". Avrei sperato che qualcuno mi dicesse, ma no Luciano, non sei un mediano, sei un fantasista, una punta. Io sollecitavo, ma non sono state tante le adesioni. Ma c'è una cosa che ancora oggi del mediano reputo intoccabile: il mediano non accetta la sconfitta. Siccome ancora oggi è costretto a due ruoli, rompere gli attacchi e poi proporre, sa che deve correre tanto e difficilmente il suo nome finisce nei titoli perché alla fine ci finisce chi fa gol. E non ne vuole sapere che la squadra non faccia tutto. Mi sento attaccante e anche fortunato, perché sono messo nella condizione di far gol. Alcuni gol li ho fatti". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11949863:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/18/fotogalleria/attendati-a-campovolo-2-0-c-eravate-anche-voi-1.11949863]]
A CHE ORA E’ LA FINE DEL MONDO? "Una canzone nata dopo che Berlusconi vinse le elezioni. La cosa che trovavo fuori luogo è che diceva che le televisioni non contano niente. Mi permisi di dire no, un pochino contano. La canzone è ironica in tutto il testo. Se ci comunicano davvero che tra 48 ore il mondo finisce, in quelle 48 ore in quanti starebbero a seguire la diretta TV che sicuramente diverse stazioni farebbero? Mi sono permesso di instillare questo dubbio. La canzone ha già un titolo che dovrebbe far sorridere. Una canzone dei Rem che aveva il dono e la qualità di avere un ritornello abbastanza lirico, si dispiegava. E nelle strofe potevi farci un rap, metterci tantissime parole. Era la prima volta che giocavo con ironia. Non tutti l'hanno capita. Il video ha aiutato". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11899681:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/07/news/aspettando-campovolo-vota-la-tua-canzone-preferita-di-ligabue-1.11899681]]
SESSO E DROGA? NO, ROCK AND ROLL. “Sono da sempre affezionato a quello che faceva il rock n roll, non il rock. Il Rock and roll nasce come celebrazione della vita, come festa, attraverso anche parole che non avevano senso. Be Bop a lula, Tuttifrutti, eccetera. Il fatto che la musica non abbia bisogno di essere spiegata, ma abbia proprio questa celebrazione della bellezza del vivere, mi piace pensare che così sia fuori da cliché”.
HO MESSO VIA. "Gabbiani a Correggio non se ne vedono mai. È una canzone anche molto sulla difficoltà di crescere, sulla necessita di farlo e la voglia di non farlo. E quindi, se segui il testo, con quanta fatica ho messo via certe cose, perché in qualche modo il vivere comporta anche questo. Dopodichè uno può anche permettersi di dire che certe persone, certe immagini più di tanto non può metterle via".
LA POPOLARITA’ A TUTTO TONDO. "E’ una mia intenzione da sempre. Chi mi segue dalla mia canzone non può non aspettarsi da me cose popolari. Nei libri, i film, quello è materiale che non vuole esser mainstream, mi prendo altre libertà. Nelle canzoni penso sempre e comunque di avere un impegno verso le canzoni stesse. La canzone nasce come riduzione del melodramma, quindi come qualcosa per la gente".
AMORE. "Sono le canzoni più difficili da scrivere. Negli anni ho avuto sempre meno pudore nello scriverle. Ero restio. Spesso scrivevo d’amore nascondendo la mano o raccontando l’amore di altri. Negli ultimi anni ho addirittura una capacità di affermazione totale. “Tu sei lei”, più di così non puoi dire". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11817489:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/22/fotogalleria/verso-campovolo-2015-i-tatuaggi-con-le-frasi-di-ligabue-quiarta-parte-1.11817489]]
CAMPOVOLO. "E’ casa. Per quello che ci abbiamo fatto noi. A me piace moltissimo il nome. Perché sa di qualcosa di antico. Mi piace che ci sia dentro la terra e la possibilità di spiccare il volo. Mi piace che si diventato un posto dove ci si riconosce più facilmente".
I PRIMI RICORDI IN MUSICA. "Ricordo che cantavo La fisarmonica di Gianni Morandi mentre imparavo ad andare in bicicletta. Non era esattamente un pezzo moderno, neanche per Gianni Morandi. I miei avevano comprato un 45 giri. Pensa che bello quel periodo con le canzoni che erano su un oggetto che sembravano non avere nessun valore. Ma ognuno di quei pezzi era una canzone che aveva un suo perchè”.
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