Gazzetta di Reggio

Reggio

Dinamico Festival al via il circo di strada è servito

di Leonardo Grilli
Dinamico Festival al via il circo di strada è servito

La tre giorni si è aperta ieri al Parco del Popolo tra musica, teatro ed equilibrismi Tanti artisti, lo stesso obiettivo: «Trasmettere la bellezza di una vita itinerante»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Fra tendoni da circo, equilibristi, carrozzoni e attrazioni per bambini è cominciata ieri la quinta edizione del Dinamico Festival, la tre giorni di circo contemporaneo che dal 2010 è diventata appuntamento fisso a Reggio Emilia. Fra il verde di Parco del Popolo circensi, artisti di strada e acrobati si raduneranno da tutta Europa per il piacere dei reggiani e non solo. La manifestazione si è aperta alle 18 con il concerto della banda del Circo Paniko, che alle 19.30 si è poi esibito all’interno del loro tendone fra musica, teatro ed equilibrismi.

«Siamo in 14 - ha spiegato Marcello Giorgi, 31 anni, fra i fondatori del Paniko - più alcuni bambini, tutti figli nostri. Siamo nomadi e ci spostiamo in Italia e in Europa per trasmettere la nostra arte e la nostra cultura». L’idea che accumuna la maggior parte degli artisti del Festival, infatti, è quella di rivalorizzare l’arte di strada, di trasmettere la bellezza e la cultura di una vita itinerante. «L’idea ci è venuta dieci anni fa dopo un viaggio in pullman fino in India, pensa che in Italia siamo gli unici, oltre agli Orfei, ad avere musica dal vivo, mentre ci sono solo tre gruppi che si dedicano al circo contemporaneo».

Fra questi c’è il Magda Clan, anch’esso presente al Festival. La compagnia è nata quattro anni fa in Belgio dall’idea di dieci ragazzi usciti dal Flic, la scuola di circo di Torino. «Grazie al direttore artistico della scuola - ha raccontato Giulio Lanfranco, 30 anni, veterano del Magda - siamo poi riusciti a comprare in Francia il tendone e le attrezzature con cui ci esibiamo. Da lì è cominciato il nostro tour in Europa, e la nostra vita itinerante».

Oltre ai circensi sono presenti altri tipi di iniziative, come quella di Cecilia Marino, 30 anni, che col suo progetto Vola Velò punta al recupero di vecchie biciclette per trasformarle in giochi per grandi e piccini. Come, ad esempio, la bici che produce bolle di sapone o quella che fa i frullati. «Ho fatto letteralmente di necessità virtù. Tre anni fa vivevo in un campo e avevo bisogno di prendere acqua da un pozzo e attaccarmi a una batteria per avere della corrente. Lì è nata l’idea di sfruttare la mia manualità per qualcosa di utile e creativo allo stesso tempo».

Anche Vicktoria Varga, ragazza ungherese di 34 anni, si dedica al riciclo di oggetti. In questo caso di vecchi vestiti inutilizzati. «Si tratta - ha spiegato - di un’antica tradizione dell’Ungheria. Da pezzi di stoffa si ricavano oggetti di arredamento come tende o lampade». Come da tradizione il Dinamico accompagna il divertimento alla relazione col territorio e la cultura di Reggio Emilia. Così, fra uno spettacolo e l’altro, è possibile riempirsi lo stomaco alla piadineria biodinamica de La Collina, al bar, alla biopizza e scegliere fra numerose birre artigianali. Tutto prodotto sulle colline reggiane. Per chi volesse fare acquisti, poi, il Festival ospita anche il mercatino Dinamico, con artigianato creativo fatto a mano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google