Flop dei saldi estivi, Confcommercio: "Nessun beneficio ai fatturati"
Secondo la federazione Moda Italia: "Bene le prime due settimane, poi un netto calo nonostante gli sconti tra il 50 e il 70%"
REGGIO EMILIA. I saldi estivi non hanno sortito effetti positivi sulle attività di Reggio Emilia. Lo rileva la Confcommercio nel bilancio tracciato su vendite e dei comportamenti d'acquisto dei cittadini. «Nella nostra provincia - spiega il presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Luca Tamagnini - abbiamo rilevato anche quest'anno che i saldi di fine stagione non hanno fatto la differenza sul fatturato totale dell'impresa. Si è riscontrato un aumento delle vendite nell'immediato inizio dei saldi. Da notare però che il cliente non ha comprato un prodotto in più per sfizio o allettato dalla promozione, ma ha aspettato l'inizio delle svendite per effettuare un acquisto di cui aveva un effettivo bisogno».
Infatti, «appena dopo le prime due settimane di inizio dei saldi le vendite si sono completamente stabilizzate fino a quando i commercianti non hanno incominciato ad effettuare scontistiche dal 50 al 70%».
Tutto questo è dovuto secondo il presidente «sia a un sostanziale pessimismo dell'utente che tende ancora a risparmiare piuttosto che a consumare, sia perchè i saldi hanno perso appeal date le diffusissime vendite promozionali in corso già prima del loro inizio nelle maggiori catene di abbigliamento e non».
Per questo, conclude Tamagnini, «come Federazione Moda Italia stiamo cercando una regolamentazione a questa "deregulation":«O si limitano le vendite promozionali prima dell'inizio dei saldi o si eliminano completamente le svendite di fine stagione. Se non ci sarà una nuova normativa sulle promozioni si continuerà soltanto a portare il cliente a scegliere prodotti in offerta senza pensare alla qualità o alla vera necessità dell'acquisto».
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