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Flop dei saldi estivi, fatturati a picco a Reggio Emilia

Flop dei saldi estivi, fatturati a picco a Reggio Emilia

Confcommercio: «Limitare le promozioni prima dell’avvio». La Cisl: «No aperture domenicali»

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REGGIO EMILIA. I saldi estivi non hanno sortito effetti positivi sulle attività di Reggio. Lo rileva la Confcommercio nel bilancio tracciato su vendite e dei comportamenti d’acquisto dei cittadini.

«Nella nostra provincia – spiega il presidente della Federazione Moda Italia, Luca Tamagnini – abbiamo rilevato anche quest’anno che i saldi di fine stagione non hanno fatto la differenza sul fatturato totale dell’impresa. Si è riscontrato un aumento delle vendite nell’immediato inizio dei saldi. Da notare però che il cliente non ha comprato un prodotto in più per sfizio, ma ha aspettato l’inizio delle svendite per effettuare un acquisto di cui aveva un effettivo bisogno».

Infatti, «appena dopo le prime due settimane di inizio dei saldi, le vendite si sono completamente stabilizzate fino a quando i commercianti non hanno cominciato ad effettuare scontistiche dal 50 al 70%». Tutto questo è dovuto secondo il presidente «sia a un sostanziale pessimismo dell’utente, sia perché i saldi hanno perso appeal date le diffusissime vendite promozionali in corso già prima del loro inizio nelle maggiori catene di abbigliamento e non».

Per questo, conclude Tamagnini, «stiamo cercando una regolamentazione a questa “deregulation”: o si limitano le vendite promozionali prima dell’inizio dei saldi o si eliminano completamente le svendite di fine stagione. Se non ci sarà una nuova normativa sulle promozioni si continuerà soltanto a portare il cliente a scegliere prodotti in offerta senza pensare alla qualità o alla necessità dell’acquisto». Sui dati Confcommercio interviene anche la Cisl, che punta il dito sulle aperture domenicali e festive, considerate la causa della chiusura del commercio al dettaglio.

«Sappiamo di persone che si rifiutano di fare spesa la domenica – afferma Enrico Gobbi, segretario Fisascat Cisl Emilia centrale – e li ringraziamo. C’è una teoria che sostiene che l’apertura domenicale sia giusta, ma è una visione miope. Guardando ai casi del Conad Le querce e Le vele, rilevo che il sistema generale della deregolamentazione sia figlio di una stortura. I negozi dei centri storici rischiano di tornare sfitti».

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