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Mercatone verso la ripresa 300 assunti con il Jobs Act

Mercatone verso la ripresa 300 assunti con il Jobs Act

Rubiera: “stabilizzazione” per molti dipendenti con contratti di collaborazione in attesa della riorganizzazione del gruppo e l’arrivo di eventuali acquirenti

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RUBIERA. Arriva la stabilizzazione per 300 collaboratori del Mercatone Uno. Settembre inizia con novità abbastanza positiva per le migliaia di persone coinvolte nella crisi aziendale dello storico marchio di abbigliamento, che conta decine di punti vendita fra cui uno radicatissimo a Rubiera, a fianco della via Emilia.

Da aprile il Mercatone Uno è commissariato per decisione ministeriale, e sono state avviate sia azioni di risanamento che di riorganizzazione del personale dell’intero complesso, con sedi in tutta Italia, oltre tremila assunti e altre centinaia di persone collegate, fra collaboratori – i cosiddetti associati in partecipazione – e indotto.

Quello di Rubiera, uno dei negozi più solidi e avviati, non è mai apparso a rischio-chiusura, al contrario di altri esercizi che hanno dovuto interrompere l’attività, ma i quasi cinquanta dipendenti hanno vissuto tutti i problemi – ritardi nei pagamenti, turnazione ridotto, incertezza sui contributi – uniti al timore per il futuro.

Adesso, dalla sede centrale di Imola giunge un altro annuncio: i tre commissari straordinari del gruppo, Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari fanno sapere di aver avviato il processo di stabilizzazione di «gran parte dei lavoratori dei vari punti di vendita che hanno, sinora, collaborato sulla base di contratti di associazione in partecipazione».

L’operazione, che ha avuto il via libero del ministero dello Sviluppo Economico, riguarda circa trecento persone ed «è stato concordato con le organizzazioni sindacali il 17 giugno scorso».

Queste donne e questi uomini «potranno manifestare l’interesse all’assunzione con contratto di lavoro a tutele crescenti» entro il 30 settembre.

La novità, secondo i tre commissari, è stata favorita dal Jobs Act, la riforma del lavoro che da un anno ha tenuto banco in tutto il paese. Si tratta di «un’iniziativa di grande importanza, favorita dalle novità introdotte dal governo con il Jobs act e rispondente alle finalità, di tutela dei creditori e di salvaguardia dei livelli occupazionali, perseguite dalla procedura di amministrazione straordinaria delle Società del Gruppo Mercatone Uno» – affermano Coen, Sgaravato e Tassinari.

Allo stesso tempo si sta operando anche per riaprire quattro dei ventotto punti vendita che avevano interrotto l’attività in primavera, nel momento di massima difficoltà e di riorganizzazione.

Entro l’autunno l’obiettivo è ripartire a Roma, Pombia di Novara, Carrè di Vicenza e Tavernerio di Como. Altri sei «riapriranno tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo anno, per un totale di 60 punti vendita operativi sui 78 inizialmente esistenti».

Un segnale positivo anche per Rubiera, prima di tutto perché racconta di un gruppo che sta cercando di riprendere il percorso e di stabilizzarsi. Inoltre, chiusure e riorganizzazioni massicce avrebbero finito probabilmente per coinvolgere anche i negozi più solidi, come quello rubierese, che per ora non è stato toccato.

Il gruppo sta anche valutando le varie manifestazioni di interesse, arrivate per l’intera rete o per singole porzioni, e anche lì potrebbero esserci novità in vista. (adr.ar.)

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