«Più servizi in montagna grazie alla nuova banca»
Banco Emiliano, incontro fra il presidente e i sindaci di Toano, Castelnovo e Villa «Cavola resta una delle filiali più importanti nell’ambito del piano industriale»
TOANO. Era stato preannunciato nei mesi scorsi, a seguito delle polemiche sorte a Cavola per la forte riduzione di quella che pochi anni fa era la sede centrale della Banca di Cavola e Sassuolo, ed ora si è svolto l’incontro tra i vertici del Banco Emiliano di credito cooperativo e i Sindaci di Toano, Castelnovo Monti e Villa Minozzo. Un incontro che sembra presupporre basi interessanti per il futuro dell’Istituto di credito anche in montagna. Così ad esempio lo commenta Giuseppe Alai, Presidente del Banco Emiliano: «La trasformazione della sede di Cavola in una delle più importanti filiali dell'Istituto corrisponde agli obiettivi di un piano industriale che, accentrando alcune funzioni oggi frammentate, consentirà a Banco Emiliano di raggiungere nuovi obiettivi di razionalizzazione ed efficienza di cui anche il territorio montano andrà a beneficiare in via diretta».
Su questa base ha discusso con Enrico Bini, sindaco di Castelnovo, Luigi Fiocchi, sindaco di Villa Minozzo, e Vincenzo Volpi, sindaco di Toano. In particolare quest’ultimo aveva espresso critiche su quelle che riteneva le conseguenze negative della fusione tra la Banca di Cavola e Sassuolo e Banca Reggiana, avvenuta nel 2013, che pure aveva dato vita ad una delle più importanti realtà della cooperazione di credito emiliana, attiva in quattro province con 40 filiali, 28 delle quali nel reggiano.
«L'incontro – afferma Alai – è valso a chiarire proprio il senso della trasformazione della sede di Cavola, sulla quale erano state espresse preoccupazioni». Alai, il direttore generale Marco Piccinini ed i consiglieri del'area montana, hanno riaffermato «l'impegno di Banco Emiliano a fianco delle imprese e delle famiglie della montagna, legato non solo allo storico legame tra realtà locale e cooperazione di credito, ma ad un'identità e ad una missione che si fonda proprio su uno stretto legame con il territorio e con quelle migliaia di soci che in esso vivono e lavorano. Una banca di Credito Cooperativo cresce solo se cresce il contesto in cui si insedia, e a conclusione della riorganizzazione in atto a seguito della fusione delle due storiche Bcc reggiane, che peraltro prevede anche il potenziamento della rete tra le filiali, a Cavola ipotizziamo il ritorno di un presidio più forte, con una sede di riferimento per sostenere in modo specifico proprio lo sviluppo del territorio montano».
Da Bini, Fiocchi e Volpi sono giunti apprezzamenti per questo impegno, ed in particolare per la prospettiva che la sede di Cavola, che ora sarà portata ad un organico di 5 unità rispetto alle 25-30 che aveva ai tempi in cui era sede centrale, resti strategica e possa prevedere una nuova crescita in futuro. «La montagna reggiana – affermano congiuntamente i sindaci – ha bisogno di servizi bancari al pari di tutte le altre aree del territorio, ma anche di una particolare attenzione rispetto a necessità di tenuta economica e sociale che non hanno riscontro altrove, ed è per questo che occorre un'azione mirata in termini di prodotti, consulenze e relazioni con persone, imprese e comunità locali».
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