«Campovolo, vi presento le memorabilia»
A Novellara, nell’azienda di Massimo “Max” Faietti, la produzione dei gadget ufficiali: «I fans sono i veri protagonisti»
REGGIO EMILIA. «I fans? Sono protagonisti». Magliette personalizzabili, cappellini, portachiavi. E poi spille, occhiali da sole, teli da mare, custodie per iPhone. Il paese delle meraviglie. O meglio, delle memorabilia: gadget ufficiali di “Campovolo 2015-La Festa”, già disponibili online su www.maxdevilstore.com, per rendere ancora più indimenticabile il mega-concerto in programma il prossimo 19 settembre all’aeroporto di Reggio Emilia.
Un’attività di merchandising a cura della 2effe di Massimo “Max” Faietti, azienda di Novellara ideatrice del noto marchio Maxdevil, da sempre al fianco del rocker di Correggio e di tanti altri big della musica italiana. Da Zucchero a Jovanotti, da Gianna Nannini a Claudio Baglioni, fino a Gianni Morandi, solo per citarne alcuni. Proprio la 2effe sta allestendo in questi giorni il LigaVillage, il viale delle “memorabilia” lungo la pista del Campovolo, vero “quartier generale” dei fans in attesa dell’inizio del concerto. Sempre al Campovolo, inoltre, saranno oltre 30 gli stand Maxdevil nei quali sarà possibile trovare non solo i prodotti di merchandising ufficiale, ma anche informazioni e assistenza da parte dello staff. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12031498:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/03/fotogalleria/verso-il-campovolo-ecco-il-merchandising-ufficiale-di-ligabue-1.12031498]]
«Il nostro lavoro parte da lontano e dai Nomadi – spiega Faietti – la nostra cultura affonda nelle feste de l’Unità di 45 anni fa a Ponte Briciole, dove mio padre mi portava sempre e di cui noi di Novellara eravamo orgogliosi. È da lì che nasce la nostra cultura di organizzare feste per le comunità. Una festa, esattamente come sarà il prossimo Campovolo».
Faietti, Ligabue festeggia 25 anni di carriera. Ma anche voi ormai siete da due decenni al suo fianco. Com’è nata questa collaborazione?
«Con Ligabue collaboriamo dal ‘94-‘95. Conoscevo Claudio Maioli già da prima, quando organizzava le feste de l’Unità. È da lì che viene la nostra cultura. C’era un rapporto di conoscenza e di amicizia. Poi da “Buon compleanno, Elvis” non abbiamo mai smesso di lavorare insieme, diventando non solo fornitori, ma anche partner».
LO SPECIALE SUL CAMPOVOLO 2015 - LA FESTA
Una grande famiglia, rimasta unita in tutti questi anni.
«Agli inizi, noi producevamo le t-shirt e Marco, il fratello di Ligabue, le commercializzava. C’è un profondo radicamento con la nostra terra in ciò che facciamo, cercando il coinvolgimento di tutto il territorio».
Come sintetizza anche il “diavoletto” del vostro celebre logo...
«Ormai si trova sulle auto di mezza Europa. Maxdevil è nato 15 anni fa da una caricatura che mi fece il nostro art director, trasformando la mia foto in modo da farmi diventare un elfo. Ora è diventato un’icona nel nostro ambiente: ha gli occhi accigliati, il forcone per far capire che non ci facciamo intimorire, ma anche le scarpe grosse, perché è un contadino. Rappresenta le nostre caratteristiche: operosità, acutezza, presenza e disponibilità».
Ma come ci si prepara per il Campovolo?
«Per noi è il quarto campovolo. Ogni volta viviamo l’attesa con pressione, ma ogni volta abbiamo un bagaglio di esperienza in più da mettere a disposizione. Siamo diventate figure di riferimento a livello personale, grazie a rapporti di stima e di fiducia che siamo riusciti a guadagnarci».
Un punto di riferimento anche per i fans, con i quali avete rapporti diretti. Soprattutto in virtù di una politica dei prezzi che favorisce l’acquisto di gadget originali, contrastando il commercio abusivo.
«Per la contraffazione purtroppo l’Italia è un Paese principe. Noi stiamo cercando di far cambiare atteggiamento. È per questo da qualche anno abbiamo una collaborazione con la finanza e gli altri operatori, che sta dando i suoi frutti. Ma bisogna soprattutto informare il pubblico, far loro sapere che acquistando prodotti originali, oltre ad usufruire di prezzi etici, possono trovare attenzioni e informazioni da parte dello staff. Dettagli che i venditori non autorizzati non riescono a dare».
È per questo che i fans si fidano ciecamente di voi?
«Noi diamo loro visibilità. Ogni persona che viene da noi ha qualcosa da dire. Per esempio durante il tour, a Londra, c’erano fans di Ligabue che abitavano e vivevano lì. Abbiamo chiesto loro di spiegarci come avevano fatto a trasferirsi, cosa facevano. Erano un fiume in piena. Abbiamo fatto interviste video e li abbiamo diffusi sui nostri canali social. È stato un modo per diffondere anche la cultura del lavoro». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12036789:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/04/fotogalleria/campovolo-vicino-al-palco-spunta-il-ligavillage-1.12036789]]
E al campovolo? Cosa avete in serbo per i fans?
«Il nostro truck è un fetish. Abbiamo allestito la grafica del logo del Campovolo più grande del mondo, 3x6 metri: un vero palco come quello di Liga, dove sullo sfondo ci sarà l’icona Campovolo. Si potrà salire e fare dei selfie, da diffondere sui social. Un ulteriore ricordo di un evento indimenticabile, per poter consentire ai fans di dire: “Sì, io c’ero”».
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