Maneggio abusivo arriva la maxi-multa
CAVRIAGO. Una sorta di maneggio abusivo, in cui erano ospitati una quarantina di cavalli. Peccato, però, che la struttura non fosse in regola. Ovvero, che non avesse le certificazioni necessarie: 30...
CAVRIAGO. Una sorta di maneggio abusivo, in cui erano ospitati una quarantina di cavalli. Peccato, però, che la struttura non fosse in regola. Ovvero, che non avesse le certificazioni necessarie: 30 di quegli animali non erano provvisti di regolare documentazione d’identità. Pertanto è scattato il sequestro. E’ quello che hanno scoperto gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, comando stazione di Reggio Emilia, in collaborazione con il servizio veterinario Ausl di Montecchio nelle campagne di Cavriago. Una situazione completamente irregolare che ha portato, per il momento, ha una sanzione amministrativa da 46mila euro per il pensionato risultato responsabile della situazione. Al momento non è stato riscontrato nulla dal punto di vista penale. Le violazioni sono di carattere amministrativo. Ma costano care al pensionato, che aveva avuto oltre un mese di tempo per cercare di mettersi in regola, dopo il controlli scattati a fine luglio. Ma la situazione, quando giovedì le autorità sono tornate sul posto, è rimasta la medesima, pertanto è scattata la “multa”. A gestire il tutto è un pensionato che si è difeso spiegando di essere un amante dei cavalli e di avere accolto quegli animali assecondando varie difficili situazioni: quello che non poteva più essere tenuto dal proprietario; quell’altro salvato in un’altra circostanza, e così via. Bisogna dire in effetti che i veterinari Ausl non hanno riscontrato situazione di maltrattamento: gli animali sono in buona salute. Venivano accuditi regolarmente, e anche la struttura in cui erano ospitati non era carente. Tuttavia ci sono delle regole precise che anche un amante degli animali, magari mosso da fini meritevoli, è obbligato a rispettare. Quando si parla di cavalli, devono essere chippati e possedere regolare documentazione che permetta di stabilire la loro provenienza: se si tratta di animali utilizzati nelle attività sportive o piuttosto allevati per l’alimentazione. Una prescrizione fondamentale per ragioni di sicurezza anche della salute umana. Ora per quei 30 cavalli non in regola è scattato il sequestro amministrativo. Ma, proprio perché le condizioni di tenuta degli animali sono risultate buone, le autorità hanno deciso che potevano rimanere sul posto ed essere affidati allo stesso “gestore”, in attesa che l’intero iter faccia la sua strada. Ma intanto al pensionato toccherà sborsare la salatissima sanzione amministrativa.
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