«Non vogliamo che riapra la porcilaia»
Carpineti: dopo due anni l’allevamento di Campovecchio potrebbe tornare attivo. I residenti: «Pensate a chi qui ci vive»
CARPINETI. «Non vogliamo che torni la porcilaia a Campovecchio, abbiamo sopportato i fastidi per cinquant’anni».
Gli abitanti di Campovecchio di Carpineti annunciano battaglia contro la possibilità che nella loro frazione, a pochi chilometri dal paese capoluogo, venga nuovamente installato un allevamento di maiali, usando le strutture dell’azienda partita all’inizio degli anni Sessanta e chiusa nel 2013, dopo diversi passaggi di proprietà nei decenni.
Da luglio gli addetti di una grande azienda di mangimi e allevamento stanno lavorando per ripristinare una parte del vasto complesso, che conta su nove edifici oltre alle strutture accessorie e a un grande depuratore, e che si trova a un centinaio di metri dalle case: una distanza che oggi non otterrebbe le autorizzazioni necessarie all’edificazione.
E la cosa non va giù ai residenti: «Sappiamo che vorrebbero ripartire con l’attività – dicono – all’inizio con circa 550 scrofe. A noi non va bene: negli ultimi due anni, dopo decenni, finalmente si è stati bene qui. Prima, fra gli odori fortissimi, il rumore del depuratore e gli abbandoni di rifiuti nei boschi, non era facile vivere in questa zona, vale per noi come per le altre borgate vicine».
La ripresa, che coinvolgerebbe due operatori, è voluta dalla vecchia proprietà, che ha già presentato le prime domande preliminari in Comune e ha avviato i lavori per ripartire: «Ci è stato detto che sarebbe un progetto pilota di circa due anni, con 550 scrofe e l’utilizzo di soli tre capannoni – continuano i residenti –. Gli altri sei sarebbero fermi e non si userebbe il depuratore, che fa un rumore fortissimo. Ma se adesso partono, non sappiamo cosa succederà dopo, e il depuratore finiranno sicuramente per usarlo. Gli odori torneranno, sperando che poi non ci siano altri rifiuti perché qui negli anni hanno abbandonato di tutto: liquami, carcasse di maiali, flaconi di farmaci», continuano da Campovecchio.
«È un’azienda, è vero, si parla di lavoro, ma qui noi ci viviamo, a noi non ci si pensa?», chiedono.
I rappresentanti dei residenti hanno già avuto due incontri con l’amministrazione comunale di Carpineti, per esprimere tutte le loro paure e chiedere uno stop. «Questa è una questione piuttosto complessa, e verrà processata nella sede più adatta, ovvero una conferenza dei servizi convocata dalla Provincia», commenta il sindaco carpinetano Tiziano Borghi.
«Adesso non avrebbe senso dare dei pareri, senza avere tutti i dettagli. La sede giusta per ragionarne è una conferenza dei servizi, dove ci saranno tutti i dati che servono e le competenze necessarie, e dove il percorso sarà sottoposto al massimo della rigidità, per quanto riguarda verifiche e sicurezze. Aspettiamo la conferenza, ora è prematuro prendere posizione», conclude il primo cittadino. (adr.ar.)
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