La grandine colpisce vigneti e frutteti rovinando i raccolti
Campagnola: la tempesta danneggia 50 mila quintali di uva Ora bisogna cominciare a vendemmiare per limitare i danni
CAMPAGNOLA. La grandine a pochi giorni dalla raccolta è sempre distruttiva e in grado di compromettere in pochi minuti il lavoro che i produttori hanno profuso per una intera annata.
Un forte temporale carico di una miriade di chicchi di ghiaccio scagliati sulla vegetazione con un violentissimo vento si è abbattuto nel pomeriggio di ieri su di una vasta area che ha visto come epicentro i comuni di Campagnola e Novellara nei quali sono stati distrutti i raccolti.
I danni peggiori sono toccati ai vigneti nei quali il temporale ha compiuto una vera e propria “vendemmia”. Situazioni drammatiche a nord della tangenziale che collega Campagnola con Novellara ma anche lungo l’asse stradale novellarese che insiste in direzione Bagnolo. Una miriade di chicchi di giaccio grandi come grossi piselli hanno completamente defogliato i vigneti e distrutto gli acini dei grappoli.
I danni reali non sono al momento ancora particolarmente evidenti ma dato l’avanzato stato di maturazione delle uve – su buona parte mancavano effettivamente pochi giorni alla raccolta – anche semplici percosse di rimbalzo sono state sicuramente deleterie e hanno provocate spaccature ovunque. La completa defogliazione non permetterà l’affinamento della maturazione che si stava attendendo e per questo da subito si dovrà procedere il più rapidamente possibile alla vendemmia. I danni potranno essere contenuti grazie alla meccanizzazione che permetterà una raccolta in tempi brevi, grazie anche ai centri di pigiatura che si stanno organizzando per l’emergenza, anche se in condizioni vegetative e dei grappoli non certo ottimali.
Il centro di pigiatura delle Cantine Riunite e Civ di Campagnola oggi avrebbe dovuto essere chiuso, mentre invece si mette a disposizione delle aziende colpite proprio per provare a salvare il salvabile. Ovviamente dando la precedenza alle uve mature.
In effetti al danno diretto derivante dalla perdita di acini deve essere sommato quello della perdita qualitativa dovuta all’impossibilità dei produttori di attendere il punto di maturazione ideale e per loro più remunerativo. Per la stima effettiva dei danni servono ancora alcuni giorni anche se le compagnie assicurative per le aziende che hanno stipulato polizze saranno al lavoro con i loro periti già da domani.
In campo al momento della grandinata si trovavano ancora almeno l’80% dell'uva prodotta nella zona che da sola rappresenta il 10.5% di quella provinciale. Da una prima sommaria conta dei danni si stima che in pochi minuti possano essere andati distrutti qualcosa come 40-50mila quintali di uva, anche se nei prossimi giorni saranno possibili stime certamente più precise. Oltre ai vigneti la grandine ha provocato danni devastanti ad altre colture come la frutta e la soia, anch’esse pronte per essere raccolte.
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