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Punti nascite con rotazione delle équipe

Punti nascite con rotazione delle équipe

Castelnovo Monti, all’assemblea sull’Ostetricia del Sant’Anna una proposta condivisa che sarà lanciata a livello nazionale

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CASTELNOVO MONTI. Rotazione delle équipe, coinvolgimento dei migliori professionisti per portarli a lavorare anche in Appennino, azione di informazione verso le donne della montagna per riportarle a partorire il più possibile a Castelnovo. Sono alcune delle ricette emerse dalla serata organizzata dal Comitato “Salviamo le Cicogne”, che nei mesi scorsi si è fatto promotore di una ampia azione popolare per salvare l’Ostetricia del Sant’Anna che ha portato tra l’altro alla raccolta di quasi 10 mila firme, ed ora a questo incontro, a cui hanno partecipato i consiglieri regionali Gabriele Delmonte (Lega), Yuri Torri (Sel), Silvia Prodi (PD), Roberta Mori (PD) e Gianluca Sassi (M5S). Oltre a loro, presenti alla serata in Municipio il sindaco Enrico Bini e altri sindaci della montagna, gli esponenti di tutti i gruppi consiliari castelnovesi, e un centinaio di cittadini. Nonostante qualche naturale distinguo politico, tutti i presenti hanno sottolineato con grande forza la necessità di individuare un progetto innovativo che la Regione possa sottoporre al Governo per la salvaguardia dei punti nascite e degli ospedali in zone disagiate, che possa diventare una esperienza pilota a livello nazionale. Apparente concordia e unità di intenti dunque, ma Nadia Vassallo ed Elisabetta Paroli, che per le “Cicogne” hanno coordinato l’incontro, hanno sottolineato che la loro attenzione resterà alta anche perché, pur invitati, alla serata non hanno potuto partecipare il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi e il direttore generale dell’Ausl Fausto Nicolini.

Diversi comunque gli elementi emersi. «Gli attuali elementi di criticità che presenta il reparto di ostetricia del Sant’Anna – ha detto la Mori – sono il basso numero dei parti e l’alta incidenza dei cesarei: il tema che si pone dunque è di avere a Castelnovo equipe preparate che garantiscano il maggior livello di professionalità e sicurezza, e possano così attrarre le donne a venire a partorire qui. Questo percorso potrà rappresentare un modello nazionale, ma non dobbiamo nasconderci che ci sarà da affrontare anche qualche possibile ritrosia dei medici che spesso pongono problemi a venire a lavorare in montagna».

Silvia Prodi ha aggiunto un altro aspetto: «Anche parlando con l’assessore Venturi, il tema di una revisione del reparto qui non è legato a risparmi economici: andare a prendere una partoriente sul crinale con l’elicottero, o approntare un servizio di accoglienza prenatale in prossimità di altri ospedali alla fine forse costerebbe di più. Ci sono indicazioni nella direttiva Stato-Regioni che prevedono penalizzazioni economiche se non si seguono gli standard di sicurezza indicati».

Torri ha rimarcato che «bisogna tener conto delle difficoltà orografiche di ogni territorio: capillarità e competenza del servizio sono le basi per mantenerlo. L’ipotesi della rotazione delle équipe sul livello provinciale può rappresentare davvero un progetto vincente».

Sassi ha affermato: «La rotazione delle équipe sia un elemento di stabilizzazione e di eccellenza, di aumento al massimo della sicurezza, e di maggiore attrattività per questo reparto: invertire la tendenza del calo dei parti è il primo obiettivo. Sul fatto che Venturi dica che non si parla di riorganizzazioni e chiusure per un fattore economico non mi convince certo del tutto. Ora questa unità d’intenti che tutti esprimono a parole si traduca in atti concreti e coerenti».

Il sindaco Bini ha chiesto che «su questo tema si vada avanti uniti, evitando speculazioni politiche, perché se il territorio perde servizi essenziali, non è la vittoria di una parte e la sconfitta di un’altra: perdiamo tutti».

Le “Cicogne” dal canto loro hanno affermato che manterranno alta l’attenzione verso l’operato della politica, ed attiveranno azioni di sensibilizzazione verso le donne della montagna sull’importanza di scegliere di partorire a Castelnovo per salvare il reparto.

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