Gazzetta di Reggio

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Vandali all’ex Montanari L’imprenditore protesta

di Mauro Pinotti
Vandali all’ex Montanari L’imprenditore protesta

Luzzara: Bernuzzi presenta una denuncia, teme per l’incolumità dei suoi operai e chiede al giudice delegato ai fallimenti di «prendere i necessari provvedimenti»

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LUZZARA. Giovedì mattina, dopo la scoperta delle scritte sul portone d’ingresso del capannone dell’ex Montanari di Villarotta che ospita alcuni macchinari acquistati dalla ditta “Bernuzzi” di Gussola (Cremona) il presidente dell’azienda cremonese, Giovanni Bernuzzi, si è recato nella caserma dei carabinieri di Luzzara per denunciare “i gravi accadimenti di questi ultimi giorni” avvenuti nella ditta luzzarese di via Carboni e che sta suscitando un misto di rabbia e di sconcerto in paese dove si sperava in una eventuale ripresa produttiva dell’azienda grazie alla nuova proprietà.

Su consiglio del comando della stazione carabinieri di Luzzara, la direzione aziendale della “Bernuzzi” ha inviato copia della denuncia anche al giudice delegato ai fallimenti del Tribunale di Reggio Emilia dottor Luciano Varotti, affinchè “prenda i necessari provvedimenti”. Oltre alla denuncia, la ditta “Bernuzzi” ha allegato la foto di quanto è stato scritto sui portoni dell’ingresso dello stabilimento dove ci sono i macchinari acquistati tramite asta giudiziaria ma anche perché “i due operai che presidiano il capannone, ora temono per la loro incolumità”. Il sollecito al giudice Varotti, da parte dell’azienda “Bernuzzi” si è reso necessario perchè solo attraverso una sua precisa disposizione l’ex Montanari potrà essere oggetto di controlli più accurati da parte delle forze dell'ordine.

I ladri, in questi ultimi due mesi, si sono sentiti “padroni” dell’azienda luzzarese, dismessa e sotto concordato preventivo. I malviventi hanno potuto muoversi indisturbati, notte dopo notte, saccheggiando i capannoni di grossi cavi di rame. Il vano caldaia e la centrale elettrica sono state letteralmente devastate.

Non contenti, i ladri hanno perfino sollevato pesanti tombini, molti dei quali sono stati “saldati” dagli operai della “Bernuzzi” per impedire che andassero a tagliare i cavi elettrici sotterranei. I malviventi non si sono fermati davanti ad alcun ostacolo. Anzi, nell’ultimo episodio di giovedì, si sono perfino permessi di “sfidare” le guardie con scritte tipo “Ci scusiamo ma siamo topi da cavi” e anche “I cavi sono finiti cambiamo zona” affiggendo pure con dei chiodi una tuta bianca al portone d’ingresso del capannone in uso alla ditta “Bernuzzi”.

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