Aemilia bis, la Dda chiede il processo per 23 indagati
La Procura antimafia notifica le richieste di rinvio a giudizio nel filone dell'inchiesta che si è concentrato su aspetti patrimoniali e intestazioni fittizie
REGGIO EMILIA. Anche per il secondo filone di Aemilia, che coinvolge 23 persone, la Dda di Bologna ha inoltrato al Gip le richieste di rinvio a giudizio. Si tratta del troncone bis dell'indagine contro la 'ndrangheta in
Emilia, che si è concentrato sugli aspetti patrimoniali e sulle intestazioni fittizie delle società per evitare di ricondurre la proprietà ad esponenti della cosca, e che vede coinvolto l'imprenditore reggiano, Giovanni Vecchi, ex patron della Save Group e la sua compagna Patrizia Patricelli.
Il 16 luglio c'erano state nove misure di custodia cautelare nei confronti anche di Nicolino Grande Aracri, ritenuto un boss. La chiusura delle indagini era stata notificata lo scorso 21 agosto. Fra i nomi emersi in questo secondo filone dell'inchiesta, il 44enne Gianluigi Sarcone (già in cella per le accuse relative alla prima tranche di “Aemilia”), l’imprenditore di Bibbiano considerato dagli inquirenti la “mente affaristica” del gruppo, il 48enne Alfonso Diletto (ritenuto dalla Dda l’uomo del clan Grande Aracri che controllava la Bassa).
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