«Il Governo apre alle deroghe Ora tocca a Regione e sindaci»
CASTELNOVO MONTI. Uno degli interventi che suscitato maggior interesse nella serata di venerdì sulla situazione dell’Ostetricia del Sant’Anna è stato quello del direttore di Confcooperative,...
CASTELNOVO MONTI. Uno degli interventi che suscitato maggior interesse nella serata di venerdì sulla situazione dell’Ostetricia del Sant’Anna è stato quello del direttore di Confcooperative, Giovanni Teneggi, che da subito ha seguito con grande impegno il tema.
«Poche settimane fa, in luglio – ha detto Teneggi – il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, ha aperto a nome del Governo alla possibilità della persistenza di punti nascite in deroga al volume minimo di 500 parti/anno, previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 2010, ove questi punti nascite garantiscano la sicurezza. Un'apertura che potrebbe essere decisiva per il punto nascite di Castelnovo, che può essere prevista, come si legge nel documento, "esclusivamente in caso di situazioni orografiche critiche, notevolmente disagiate, a condizione che siano garantiti tutti gli standard organizzativi, tecnologici e di sicurezza previsti negli ospedali di I livello". Questa posizione del governo introduce, inoltre, il nuovo principio di flessibilità e idoneità, che manda in soffitta le precedenti interpretazioni che, draconianamente, stabilivano la chiusura dei punti nascite con numeri inferiori ai 500 parti/anno».
Giovanni Teneggi ha poi continuato: «Il Governo aderisce quindi chiaramente e formalmente al principio più volte suggerito da Confcooperative e introdotto nei documenti approvati dall'Unione dei Comuni dell'Appennino Reggiano e da altre amministrazioni. Ora la scelta è davvero politica e riguarda il livello di attenzione e investimento che Regione, Provincia e Comuni del territorio intendono assicurare per tutta la comunità regionale, Appennini e crinali compresi. Le scelte – ha concluso il direttore di Confcooperative – ancor più decisamente, spettano ora alla Regione Emilia-Romagna e alla Conferenza socio-sanitaria provinciale, e quindi a tutti i sindaci reggiani».
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