Aemilia 3, Bolognino si difende: «Costretto ad altre intestazioni»
REGGIO EMILIA. Interrogato ieri mattina a L’Aquila – dove è detenuto al regime del carcere duro dall’inizio della maxi offensiva antimafia della Dda di Bologna – il 48enne Michele Bolognino (difeso...
REGGIO EMILIA. Interrogato ieri mattina a L’Aquila – dove è detenuto al regime del carcere duro dall’inizio della maxi offensiva antimafia della Dda di Bologna – il 48enne Michele Bolognino (difeso dall’avvocatessa Carmen Pisanello) ha risposto alle domande del giudice.
L’interrogatorio di garanzia si è tenuto nell’ambito del terzo filone di “Aemilia”, in cui l’imprenditore è finito ulteriormente nei guai sia per reimpiego dei beni illeciti in attività lecita, sia per intestazione fittizia. E in pratica Bolognino si è difeso come in luglio (è indagato anche nella seconda tranche di “Aemilia”, oltre che nell’iniziale maxi troncone perché considerato figura di vertice della cosca Grande Aracri), dando motivazioni ben precise sul perché non figurasse come titolare delle due società ora finite in “Aemilia 3”: Millefiori Service di Montecchio e Caffè Reale di Riccione.
Ha detto che erano intestate ad altri per due motivi: in primis perché – alla luce dei precedenti penali – non poteva avere il certificato antimafia, in seconda battuta perché avendo dichiarato fallimento non poteva avere rapporti bancari. Al termine dell’interrogatorio l’avvocatessa Pisanello ha chiesto la scarcerazione per il suo assistito (sul punto s’esprimerà il gip bolognese Alberto Ziroldi che ha firmato l’ordinanza in cui ha disposto la misura restrittiva). Ma è probabile che la difesa debba muoversi anche in sede di Riesame per chiedere la revoca dell’ordinanza.
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