Confcooperative: «Rifiuti a rischio mafia»
La centrale cooperativa mette in guardia: «Gare al massimo ribasso favoriscono la criminalità»
REGGIO EMILIA. Si ingrossano le fila di coloro che chiedono a Iren un ripensamento sulle modalità di concessione del mega appalto da 48 milioni di euro. Ora interviene, infatti, anche Confcooperative che critica il criterio adottato del massimo ribasso per l’affidamento del servizio raccolta rifiuti. Servizio che si estenderà per tutto il prossimo biennio e che riguarda le province di Reggio, Parma e Piacenza.
Ma la centrale cooperativa di Largo Gerra fa appello anche agli amministratori locali e alle associazioni di rappresentanza di imprese e cittadini per far si che Iren non ragioni solo sulla base di criteri finanziari, ma tenga conto anche dell’importanza dell’appalto per l’economia locale. «La scelta del massimo ribasso contenuto nel bando di Iren - sintetizza Confcooperative - è un fatto grave, ci attendiamo un deciso e coerente ripensamento rispetto ai binari che Iren e i Comuni sembravano aver decisamente imboccato».
Mai in passato, sottolinea Confcooperative sgombrando il campo da ogni equivoco, «siamo intervenuti sullo sviluppo di Iren con toni inutilmente polemici, ma piuttosto con grande attenzione verso uno dei capitali tecnici, finanziari, imprenditoriali più importanti del nostro territorio». La centrale cooperativa sottolinea poi «che vi sono anche casi positivi nel rapporto tra il tessuto economico locale e i bandi e gli appalti nei lavori pubblici», ma fatta questa premessa sottolinea che «proprio per questo il bando di questi giorni sui rifiuti va stigmatizzato e ricondotto a una buona pratica, tanto più in un settore dove la legalità è quotidianamente e drammaticamente a rischio e le gare al massimo ribasso sono un facile canale d’infiltrazione».
E la battaglia, aggiungono poi i vertici della centrale cooperativa «non è contro Iren e non è per distruggerla e allontanarla, ma per rafforzarla e riportarla vicina». Da ultimo Confcooperative indica quello che a suo parere resta la missione di Iren: «Essere competitiva e far si che resti e cresca la propria natura di asset municipali sui distretti locali guidando questo processo ai livelli più alti», concludendo che «in questo processo c’è una grande responsabilità per gli amministratori locali e le associazioni di rappresentanza di imprese e cittadini, perché la crescita delle nostre aree è legata anche a quella delle multiutilities.
(r.f.)
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