Iren, sindacati in rivolta: «Cambi tutto»
Adl-Cobas contro il mega appalto da 48 milioni: «Impossibile ridurre ancora i costi senza effetti negativi sui lavoratori»
REGGIO EMILIA. L’appalto per il servizio raccolta rifiuti da 48 milioni Iren Reggio, Parma e Piacenza e in scadenza il 21 settembre prossimo continua sollevare preoccupazioni tra sindacati, lavoratori e diversi sindaci. Ieri sono stati i lavoratori iscritti al sindacato Adl – Cobas a prendere posizione con un presidio all’ingresso dell’ex inceneritore di via dei Gongaza. È poi seguita un’assemblea a cui hanno partecipato una trentina di lavoratori dipendenti delle ditte che hanno vinto l’appalto precedente.
E il loro giudizio è durissimo: «Fare un nuovo appalto per la gestione del servizio raccolta rifiuti al massimo ribasso significa penalizzare le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità e peggiorare la qualità del servizio per i cittadini. Per queste ragioni chiediamo che Iren faccia un nuovo bando senza la clausola del massimo ribasso». La convinzione è che la raccolta rifiuti, che nella nostra provincia occupa un centinaio di operatori delle aziende che si sono aggiudicate l’appalto precedente, «non possa sopportare un ulteriore diminuzione di costi del 15-20% senza avere effetti negativi sui lavoratori e il servizio, o ridurre ancora le retribuzioni».
Da qui la scelta del sindacato Adl (Associazione diritti dei lavoratori) di indire un presidio e un’assemblea sindacale e convocare per il 21 settembre a casa Bettola in città, un incontro pubblico aperto a tutti per spingere Iren a tornare sui suoi passi. «Il Comune di Reggio invece - sottolineano i due delegati referenti del sindacato Silvio Rosati e Stefano Re - fino ad ora non si è espresso e gli chiediamo di prendere posizione». La richiesta degli operatori, sintetizzano i due delegati «è quella che tutti i lavoratori conservino il posto di lavoro con gli attuali livelli retributivi, comprese le tutele previste dall’art. 18 e la garanzia della qualità del servizio, senza alcun taglio al servizio stesso e alle condizioni e alla sicurezza di lavoro». Si tratta di un appalto che riguarda il servizio sulle tre province di Reggio, Parma e Piacenza ed ha un importo complessivo di 48 milioni di euro di cui 18 milioni per quanto riguarda la nostra provincia. Già con l’attuale appalto, hanno denunciato ieri alcuni dei lavoratori presenti al presidio, «siamo costretti ad acquistare da soli il materiale e il vestiario antinfortunistico». Come ha sottolineato un autista «molti dei mezzi utilizzati viaggiano al limite per quanto riguarda la manutenzione, a partire dagli pneumatici». Il timore più grande è poi l’arrivo di aziende infiltrate dalla malavita perché, sostengono i lavoratori, «solo così si possono ridurre ancora i costi».
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