La Contrada della Corte vola a Italia’s got Talent
Lo spettacolo sui trampoli ha superato le serrate selezioni a Riccione. Dal 15 al 20 ottobre il gruppo di sbandieratori davanti ai giudici a Milano
QUATTRO CASTELLA. «Abbiamo iniziato per gioco, invece andremo in televisione e ci esibiremo davanti a Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Frank Matano e Nina Zilli».
Nonché davanti alle migliaia di italiani che seguono “Italia’s got Talent” su SkyUno, a volte col cuore in gola, altre con gli occhi chiusi (per non vedere, per esempio, uomini dare baci a serpenti).
A comunicarlo, ubriaco di gioia, è Enrico Pederini, responsabile degli spettacoli e delle attività della storica Contrada della Corte di Quattro Castella, che quest’anno compie trent’anni. «Sabato scorso abbiamo partecipato al casting a Riccione insieme ad altri 3500 concorrenti del nord Italia – spiega – e siamo stati selezionati».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12059471:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12059471:1649483449/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Qual è il vostro talento?
«Siamo gli unici a sbandierare una storia sui trampoli, con tanto di percussionisti che suonano tamburi di lamiera e lanci di nastri e bandiere infuocate. È uno spettacolo mozzafiato: vedere uno sbandieratore lanciare a metri d’altezza fa venire le vertigini».
E così, grazie a voi, le tradizioni medievali reggiane saranno sotto gli occhi di tutta Italia...
«Sì, dal 15 al 20 ottobre andremo a Milano a registrare la puntata che poi sarà trasmessa in tv. Speriamo di impressionare i quattro giudici: se supereremo anche quella fase potremmo accedere alle semifinali, e poi alle finali fino ad arrivare, chissà, a vincere i centomila euro e la possibilità di esibirsi a Las Vegas. Un sogno».
Cosa raccontate, tra voli di bandiere infuocate ed evoluzioni sui trampoli?
«La storia di un soldato che è morto combattendo al fianco di Giovanna d’Arco, ma che poi si risveglia, insieme a tanti altri combattenti defunti, e si trova catapultato in una dimensione sconosciuta. Questo personaggio si ricorda di quando era tra le fila della pulcelle d’Orléans e racconta i viaggi, le emozioni e le paure che aveva provato in vita. E poi, nel corso della storia, spuntano anche i quattro cavalieri dell’Apocalisse».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12059476:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12059476:1649483449/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Da dove è nato questo spettacolo?
«In realtà si tratta di una parte del musical che la Contrada della Corte aveva realizzato nel 2013, “Rosso acciaio”, con le musiche inedite del compositore Giuseppe Di Benedetto e la mia regia. Lo stiamo portando in giro da gennaio, non solo nelle piazze italiane ma anche in Germania, Austria, Danimarca, San Marino».
E l’idea di partecipare a “Italia’s got Talent” invece?
«È partito tutto per gioco. Stavamo andando in Danimarca e ci è capitato di parlare del programma di Sky. Allora abbiamo mandato due foto e il mio numero di cellulare. Ci hanno chiamato subito, ci volevano ai casting di Riccione».
E lì come è andata?
«Molto bene, siamo passati. E secondo me abbiamo conquistato tutti. Anche perché dopo l’esibizione ci hanno seguito con la telecamera riprendendoci nel backstage e in giro per la città. Non credo che con gli altri l’abbiano fatto, mi sembra un buon segno».
E ora dovrete comparire davanti ai “terribili” quattro. Spaventati?
«No, sappiamo di avere i numeri per conquistarli: il nostro spettacolo è originale ed emozionante. Dovremo riadattarlo, però: il teatro ha un soffitto basso e il palco è ovviamente più piccolo di una piazza».
E vi dispiace?
«Assolutamente no. Anzi, avevamo già deciso di modificarlo: il nostro progetto futuro è portarlo da 20 minuti a un’ora e un quarto, e aggiungere a sbandieratori, trampolieri e percussionisti anche un piccolo corpo di ballo e due cantanti. Il nostro desiderio è quello di arrivare a esibirci a livello professionista».
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