Gazzetta di Reggio

Reggio

Lupi e cinghiali, agricoltori in guerra

di Luca Tondelli
Lupi e cinghiali, agricoltori in guerra

Pro e contro la proliferazione degli ungulati alla ricerca di un equilibrio difficile per salvare l’ambiente e l’economia

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COLLAGNA. Danni agli agricoltori ed allevatori dell’Appennino, a causa delle predazioni da parte di lupi. Ma danni, lamentati dagli agricoltori, anche a causa del proliferare di altre specie selvatiche, in particolare ungulati: caprioli, cinghiali, cervi. Negli ultimi giorni sono state molteplici le prese di posizione ed anche le richieste di intervento da parte delle associazioni agricole, perché si provveda ad introdurre cambiamenti nei meccanismi di gestione di questi animali selvatici. Abbiamo provato a mettere a confronto con tre domande generali, parallele, rivolte ad Assuero Zampini, Direttore della Coldiretti di Reggio Emilia, e Willy Reggioni, che per il Parco nazionale segue i temi legati alla fauna selvatica ed in particolare il progetto europeo Life Mirco per lo studio e la conservazione del Lupo di cui il Parco appenninico è capofila europeo. Queste le domande che gli abbiamo rivolto: 1) Negli ultimi anni, la situazione della fauna appenninica ha subito trasformazioni e mutamenti consistenti che oggi portano ad avvertire alcuni forti squilibri? 2) Da una parte si lamentano gli attacchi da parte di lupi , e dall’altra i danni causati dalla proliferazione di ungulati. In questo ambito però la presenza di un predatore come il lupo non rappresenta un elemento di equilibrio? 3) Quali azioni si possono programmare per sostenere gli agricoltori del territorio appenninico?

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