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Scuola al via, 7866 alunni alle primarie di Reggio Emilia

Scuola al via, 7866 alunni alle primarie di Reggio Emilia

Ecco tutti gli interventi realizzati negli istituti reggiana e i progetti dell'Officina educativa nell'anno scolastico 2015-2016  per la fascia d'età compresa fra i 6 e i 29 anni

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REGGIO EMILIA. E' sostanzialmente invariato il numero degli alunni per i quali il prossimo 15 settembre suonerà la prima campanella dell’anno scolastico 2015-2016. Le aule di prima elementare della nostra città ne accoglieranno 1.549, di cui 394 stranieri, ripartiti in 72 classi. Nel 2014-2015 ce n'erano 1552, suddivisi in 69 classi. Saranno formate 45 classi a tempo normale e 27 a tempo pieno, una in più (attivata a San Prospero Strinati) rispetto allo scorso anno scolastico.

Complessivamente, la scuola primaria statale avrà 41 plessi scolastici, con 7.866 alunni. Ne aveva 7882, soltanto 16 in più. Le scuole medie sono invece 14, accorpate alle elementari. La prima media sarà frequentata da 1620 alunni, di cui 292 stranieri. Nel 2014-2015 ce n'erano 1657, 37 in più.

Con il nuovo anno scolastico, partono anche i progetti targati Officina educativa, servizio del Comune di Reggio Emilia che promuove progetti e servizi rivolti a bambini, a ragazzi e a giovani in dialogo con le scuole e le agenzie educativeper la fascia 6–29 anni.

IL LAVORO DI OFFICINA EDUCATIVA. Officina Educativa organizza la propria operatività in due gruppi di lavoro:

  1. Il primo gruppo di lavoro, orientato alla fascia d'età dai 6 ai 14 anni, progetta e gestisce, in alleanza con le scuole primarie e secondarie di primo grado, progetti e servizi che, al mattino e al pomeriggio, propongono a bambini, ragazzi e loro famiglie, momenti di studio, ricerca, potenziamento delle competenze individuali e di gruppo, oltre a possibilità di sperimentare modalità innovative di apprendimento. Questo gruppo di lavoro si occupa anche di tutti i servizi di competenza comunale legati alla frequenza scolastica (trasporti, ristorazione scolastica, pre-scuola, integrazione di oltre 200 studenti disabili; percorsi di prima alfabetizzazione per 59 ragazzi di scuola secondaria di primo grado). Cinque le équipe educative, ciascuna con un ambito territoriale di riferimento.

Per la scuola primaria il lavoro consiste in:

  • Spazi educativi interdisciplinari (Sei): 5 servizi in città, 4 dei quali collocati in locali dedicati di scuola primaria. Nell'ultimo anno scolastico sono stati frequentati complessivamente da circa 140 bambini. Sono luogo di incontro, relazione e apprendimento per bambini dai 6 agli 11 anni. Si caratterizzano per una proposta pomeridiana connessa alla progettazione didattica della scuola primaria, della quale questo servizio diventa ampliamento e arricchimento pensato e realizzato da educatori ed insegnanti insieme.


Per la scuola secondaria di primo grado:

  • Gruppi educativi territoriali (Get): un'occasione di incontro e confronto tra ragazzi, famiglie, territorio e scuola. I ragazzi (che frequentano due pomeriggi a settimana) sono impegnati nei compiti, nello studio e in attività creative in gruppi. I laboratori (ai quali possono partecipare anche ragazzi non iscritti al Get) attraversano diversi linguaggi espressivi (grafico-pittorici, corporeo-teatrali, coreutici, musicali e video-fotografici). Nell'ultimo anno scolastico hanno frequentato i sette servizi Get oltre 210 ragazzi.

 

  • Centro educativo pomeridiano (Cep):  si concentra, in forte sinergia con i Servizi sociali, nel garantire un'opportunità relazionale ed educativa pomeridiana a 25 ragazzi dagli 11 ai 14 anni in condizioni di svantaggio e a rischio di marginalità.


Per la scuola primaria e secondaria di primo grado:

  • Progetti al mattino e al pomeriggio nelle scuole: si tratta di percorsi di durata variabile, su differenti temi del curricolo scolastico condotti in classe da insegnanti ed educatori insieme, nell'intento di offrire ai bambini e ai ragazzi possibilità nuove di apprendimento, la strategia del lavoro in gruppo, l'introduzione di differenti linguaggi che sostengono una personalizzazione degli accessi alla conoscenza. Insieme agli atelier pomeridiani, che prolungano l'esperienza scolastica con momenti di approfondimento e ricerca tematica, i progetti con la scuola rappresentano il fulcro dell'azione del Comune nelle scuole primarie e secondarie di primo grado con l'intento di offrire agli insegnanti un parternariato progettuale permanente, in orario scolastico ed extrascolastico, per qualificare, nel suo complesso l'offerta didattica ed educativa della scuola. Nell'anno scolastico 2014-2015 i progetti al mattino hanno riguardato 66 classi, 1.597 bambini e ragazzi e 167 insegnanti. Le scuole aperte con gli atelier pomeridiani sono state invece complessivamente 46, con il coinvolgimento di 1.421 bambini e ragazzi.
  1. Il secondo gruppo di lavoro, Partecipazione giovanile e benessere, in questi due anni e mezzo ha operato lungo alcune linee di indirizzo: la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità, il successo formativo e l’area delle collaborazioni con le scuole superiori, l’ incentivazione della creatività giovanile, l’integrazione delle differenze e l’inclusione sociale, la promozione di stili di vita sani. In questo cammino si inserisce anche il percorso partecipato “Giovani, Città e Futuro” iniziato lo scorso 10 aprile. Si è trattato di un percorso condiviso sulle sfide della partecipazione e dell’innovazione sociale nelle politiche per le giovani generazioni. L’iniziativa – che ha avuto lo scopo di costruire attraverso un percorso di concertazione una rete propositiva e attiva di soggetti interessati in prima persona ad operare con le giovani generazioni - si è sviluppata attraverso tre “laboratori di idee” su Benessere, Creatività e Partecipazione, che per due mesi hanno visto lavorare fianco a fianco i rappresentanti di cooperative sociali, associazioni, Comune e Provincia di Reggio Emilia, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Architetti di quartiere e giovani.


Le aree di lavoro dei prossimi mesi riguarderanno:

Cittadinanza attiva ed educazione alla legalità. Il modello reggiano della Leva e della Carta Giovani (oggi denominati Giovani protagonisti e Youngercard) è stato individuato dalla Regione Emilia-Romagna come prototipo da esportare nelle altre province. La Regione sta infatti realizzando, col contributo del comune di Reggio Emilia, un percorso che porterà alla diffusione regionale del progetto Giovani protagonisti e della Youngercard riservata ai giovani in età compresa tra i 14 e i 29 anni, con l’obiettivo di sviluppare un senso di appartenenza alla comunità regionale, a prescindere  dal luogo di residenza, studio o lavoro. Progettualità consolidate come Giovani protagonisti, Youngercard,  Consiglio dei ragazzi si affiancano a  progetti più recenti come le Palestre di educazione civile, intese come percorsi di educazione alla cittadinanza e alla legalità, rivolte agli studenti delle scuole superiori all’interno delle scuole, ma fuori dall’orario scolastico (il prossimo anno: Bus Pascal, Istituto Galvani-Iodi più una terza scuola per un percorso in collaborazione con l’Asl che ha un focus più centrato sul Benessere), i percorsi di cultura della legalità rivolti alle classi in orario scolastico, in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII e con Libera.
Si sta inoltre lavorando su altri progetti quali: #Troviamoci: un’idea nata in collaborazione con gruppi e associazioni giovanili per attivare risorse e partecipazione giovanile nella progettazione e realizzazione di percorsi, attività, eventi.

Alcuni dati 2014-15:

  • 430 ragazzi impegnati come Giovani protagonisti in 99 progetti di volontariato;
  • 3.000 youngercard distribuite a giovani tra i 14 e i 29 anni;
  • 2 Consigli dei Ragazzi presenti in 12 scuole primarie e secondarie con il coinvolgimento di 51 classi nei progetti proposti dai ragazzi;
  • 2 Palestre di educazione civile con adesione volontaria di 90 studenti e l’attivazione di 24 incontri formativi;
  • #Troviamoci: 13 associazioni giovanili contattate per costruire la rete delle associazioni giovanili.


Collaborazioni con gli istituti superiori. L'obiettivo è costruire collaborazioni con istituti, dirigenti, singoli insegnanti, in particolare sul Benessere e Alfabetizzazione digitale. Quest’anno tutti i corsi di “Nonno Bit” per l’alfabetizzazione digitale rivolta agli anziani si svolgono all’interno degli istituti superiori, nei laboratori d’informatica con una più stretta collaborazione con gli insegnanti, sia nella fase progettuale che in quella operativa.
Per quanto riguarda il successo formativo, il Progetto Polo, che con le risorse a disposizione raggiunge mediamente un centinaio di ragazzi l’anno, si adopera per il reinserimento nei percorsi scolastici o della formazione professionale - e nel mettere in atto azioni volte a limitare l’uscita anticipata da tali percorsi - di quei ragazzi che si sono allontanati dalla scuola.
Per il prossimo anno scolastico, si lavora all’organizzazione di un percorso di formazione con insegnanti ed educatori, con percorsi di affiancamento in classe, per implementare la lettura delle problematiche emergenti nella classe, la gestione inclusiva della classe, la collaborazione con le risorse del territorio, al fine di avere una maggior capacità di contrasto nei confronti di problemi come il bullismo e l’abbandono scolastico e di promozione di benessere a scuola. Azioni sono previste anche sul tema dell’orientamento scolastico.

Incentivazione della creatività giovanile. Fino ad oggi questo ambito ha visto i servizi comunali impegnati: nella proposta di laboratori creativi di base aperti a tutti i giovani e gestiti dai Net spesso insieme agli Spazi di aggregazione giovanile; nella collaborazione con Gaer e Spazio Gerra per la promozione di giovani artisti e imprenditori creativi; nella collaborazione con l’Istituto Chierici per la realizzazione di opere da parte degli studenti come la ristrutturazione della sede del circolo Catomes Tot (il pannello del bancone del bar), il Parco del Cinema (i personaggi della storia del cinema sulla parete all’ingresso del cinema Rosebud); la promozione della crescita di una generazione di writer e street artist attraverso il progetto “Sotto la pelle della città” e il grande murale sulla parete esterna della palestra del liceo Ariosto-Spallanzani, dedicato ai miti dell'antica civiltà classica.Il  lavoro sulla street art nasce dall’interesse e dalle proposte di molti giovani, ma anche dall’obiettivo di qualificare e integrare nella coscienza collettiva un’espressione artistica che spesso si confonde con opere di vandalismo grafico.

Per il futuro, incentivare la collaborazione con lo Spazio Gerra; proporre in alcuni spazi di aggregazione  laboratori qualificati su alcuni linguaggi espressivi creativi (fotografia, video, street art, musica) che, attraverso la formazione di base a quella più sofisticata e specializzata, rispondano agli interessi di un numero più ampio di giovani; specializzare il premio Samuela Solfitti (che si rivolge ad  ogni ordine di scuola per promuovere ogni anno un tema “socialmente sensibile” attraverso l’espressione artistica e creativa) sul media fotografico in collaborazione con Fotografia Europea.

Alcuni dati 2014-15:

  • 40 laboratori creativi aperti presso gli Spazi di aggregazione giovanile con la partecipazione di 504 giovani;
  • 102 opere presentate da studenti delle scuole della provincia al Premio Samuela Solfitti;
  • 35 laboratori creativi, 3 interventi di educativa di strada, gestione di 5 cantieri sportivi,  gestione dello Spazio di aggregazione “Incrocio dei Venti”, per Net.


Integrazione delle differenze e inclusione sociale. Esistono in città e nel forese un certo numero di gruppi di giovani (dai 13 ai 25 anni con una alta percentuale tra i 15 e i 17 anni) che, stando alle segnalazioni raccolte dai residenti, creano problemi di vario genere (confusione in ore notturne, imbrattamento di muri, rifiuti e bottiglie abbandonate per terra, consumo di alcool e sostanze, liti con i residenti, episodi reiterati di bullismo).
In queste aree non è più previsto un presidio educativo stabile del territorio, come era presente fino a qualche anno fa, ma dalle segnalazioni pervenute si comprende che i gruppi di giovani, nel loro relazionarsi con le comunità di riferimento e tra di loro, necessiterebbero di facilitazione nei percorsi aggregativi e di mediazione educativa. Oggi queste situazioni sono fronteggiate in parte dal lavoro di strada dei Net e dai Cantieri sportivi proposti in sinergia con la Fondazione per lo Sport e finalizzati ad aggregare sul territorio intorno ad un progetto aperto di carattere formativo e sportivo, quei ragazzi e giovani che non praticano alcuna attività sportiva e che spesso vivono maggiori difficoltà d’inclusione sociale.

Alcuni dati 2014-15:

  • 3 progetti di mediazione educativa di strada con gruppi informali di giovani;
  • 11 Cantieri sportivi in altrettanti luoghi della città, in collaborazione con Fondazione per lo Sport, 10 società sportive coinvolte con la partecipazione di oltre 270 ragazzi.


Spazi di aggregazione giovanile. La rete degli Spazi di aggregazione giovanile tiene in dialogo realtà con caratteristiche e vocazioni diverse – formative, sportive, di animazione - aperte alla partecipazione attiva dei ragazzi che li frequentano e possono collaborare all’ideazione ed alla realizzazione di iniziative.  Il ripensamento della rete degli Spazi vuole rinforzare la capacità degli Spazi stessi di essere maggiormente riconoscibili dai giovani come luoghi di opportunità e sperimentazione. Inoltre si vuole qualificare l'offerta formativa per rendere i laboratori sempre più interessanti e attrattivi.

Alcuni dati 2014-15:

  • 9 Spazi di aggregazione giovanile con oltre 600 presenze continuative e 1.500 presenze occasionali in iniziative, spettacoli, feste;
  • 40 laboratori creativi aperti con la partecipazione di 504 giovani e collaborazione degli Spazi a sette iniziative di dimensione cittadina.


Aprire le progettualità alla valutazione dei giovani.

  • 200 studenti universitari coinvolti, 2 docenti universitari, 15 operatori dei progetti di Officina Educativa con le giovani generazioni;


IL NUOVO ANNO SCOLASTICO: ISCRITTI E CLASSI A REGGIO EMILIA. Nell’anno scolastico che si apre saranno attive a Reggio Emilia 41 scuole primarie statali di cui 11 a tempo pieno e 6 classi miste.
I nuovi alunni iscritti alla scuola primaria (in classe prima) sono 1.549, di cui il 25,44% (394) di origine non italiana. Sono 72 le classi prime, di cui 45 a tempo normale e 27 a tempo pieno e saranno 3.007 i pasti serviti giornalmente in questa tipologia.

Complessivamente frequenteranno la scuola primaria statale 7.866 alunni, suddivisi in 367 classi, in equilibrio numerico rispetto all’anno scorso. Sono invece 14 le secondarie di primo grado. Gli alunni in classe prima saranno 1.620 dei quali il 18,02% (292) è di origine non italiana.

LA RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA SCOLASTICA. Nei mesi estivi sono stati realizzati diversi interventi di riqualificazione, adeguamento, manutenzione straordinaria sia di edifici scolastici, sia di diverse aree cortilive.
L’opera più significativa è stata realizzata, con un investimento di 500.000 euro finanziato dal programma di edilizia scolastica del Governo, alla scuola dell’infanzia e scuola primaria statale Pezzani, nella quale si è proceduto al consolidamento delle fondazioni, al rifacimento di alcuni blocchi di servizi igienici ed alla sostituzione di alcuni infissi o di parti di controsoffittature in cartongesso. Complessivamente gli interventi riguardano 13 scuole primarie e 7 scuole secondarie di primo grado per un importo complessivo di lavori pari a 430.000 euro.

E sul piano delle nuove strutture si continua ad investire: sono previsti 1.700.000 di euro (di cui 1.200.000 euro dalla Provincia attraverso un finanziamento ministeriale-Bei e 500.000 euro di cofinanziamento comunale) per la nuova scuola secondaria di primo grado (media) di Villa Bagno. L'edificio sarà dotato di sei aule, una palestra (che potrà essere utilizzata anche per attività sportive extra scolastiche) ed un'aula magna. Nei prossimi mesi, l'avvio del cantiere.

Nelle scorse settimane, inoltre, si è provveduto all'acquisto di arredi di base, per la graduale sostituzione di vecchi arredi. Le principali tipologie di oggetti acquistati sono state banchi, lavagne, sedie, tavoli multiuso, armadi. L'impegno di spesa complessivo è stato pari a 50.000 euro, di cui 34.000 euro per le scuole primarie e 16.000 euro per le scuole secondarie di primo grado. Nei prossimi giorni saranno completati e consegnati (con un ulteriore impegno di spesa di 20.000 euro) ulteriori arredi da utilizzare per spazi quali atelier, laboratori, sale da pranzo.

I fabbricati nei quali sono collocate le scuole del Comune di Reggio Emilia sono tutti agibili.
 

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