«Il palco delle meraviglie per il mio amico Ligabue»
Dagli esordi fino al successo, il manager storico Claudio Maioli prepara la festa «Tutto cominciò in una radio privata di Correggio, siamo cresciuti insieme»
REGGIO EMILIA. «Un maxi-schermo di 780 metri quadrati, con un livello eccezionale di pixellaggio, su un palco che abbraccia tutto il pubblico. Davvero tanta roba». Entusiasmo e soddisfazione. Il sogno prende forma ogni giorno di più. Ancora una volta, ancora al Campovolo, che dopo i trionfi del 2005 e del 2011 si prepara nuovamente ad accogliere un esercito di 150 mila fans pronti a festeggiare i 25 anni di carriera di Luciano Ligabue. Una carriera da record, celebrata il 19 settembre in quello che sarà il concerto del Liga più lungo di sempre, costruita giorno dopo giorno al fianco di Claudio Maioli, amico di una vita e manager storico del rocker di Correggio: «Campovolo? Per me è un luogo dell’anima».
Verso Campovolo: il nostro speciale
Maioli, l’attesa dei fans sale. Tutto pronto per il concerto dell’anno?
«La macchina è partita, il palco è montato e stiamo costruendo tutta la cittadella che verrà intorno, quel corollario che trasformerà il campovolo da prato sconfinato a una città vera e propria. Siamo felici».
Dalle parti dell’aeroporto si vede un palco gigantesco.
«Il palco che stiamo allestendo è molto importante, per servire un numero così grande di spettatori. È più alto rispetto al 2011, con un maxi-schermo che metterà tutti nella condizione di vedere. Stiamo parlano di 780 metri quadrati di schermo. Rispetto a quello del 2011, siamo arrivati a 200 metri quadrati in più. Davvero tanta roba. Anche la forma è un po’ diversa, ciclica verso il pubblico, come se lo abbracciasse. Stiamo procedendo in maniera davvero soddisfacente.
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Dietro ogni campovolo c’è la sua firma. Ormai è un veterano del campovolo. Ma cos’ha di magico questo posto?
«Per me è da sempre un posto dell’anima, quei posti che ho cominciato a vedere le prime volte da bambino, con mio padre, passando davanti a Reggio. È un luogo che rimane nel cuore».
Poi nel 2005 l’intuizione di farci un grande concerto...
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«Negli ultimi 25 anni, ogni volta che sono passato davanti al campovolo, mi è sempre venuta voglia di organizzarci qualcosa. Mi sono sempre detto: “Prima o poi un concerto lì ce lo voglio fare”. Nel 2005 accettarono la mia proposta. E organizzammo l’area per realizzare il nostro primo concerto che, a distanza di 10 anni, rappresenta ancora il record di spettatori (180 mila presenze, ndr). È un posto al quale ci approcciamo con il dovuto rispetto, ma anche con la consapevolezza che è diventato un pezzo della nostra vita».
Una vita trascorsa al fianco del Liga, inseparabili sin dai primissimi esordi.
«È una bella storia di amicizia. È un po’ anomala, ma per questo è anche particolarmente potente nel panorama musicale italiano. È una storia che continua a stupirmi e affascinarmi nello stesso tempo. Ho passato praticamente tutta la mia vita con lui, in macchina a chiacchierare o a fare qualche progetto. È nato un sodalizio che spero continui altri 25 anni».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12068477:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/09/09/news/un-grande-compleanno-con-150-mila-invitati-1.12068477]]
Il vostro primo incontro? Lo ricorda? Era la seconda metà degli anni 80.
«Lavoravamo in una radio a Correggio. Mi ha detto che scriveva canzoni e che avrebbe voluto farmele sentire. Forse ha riscontrato in me la sfacciataggine e la sensibilità necessarie. Bisognava togliersi un po’ di pudore per far ascoltare la tua roba a qualcuno del tuo paese. Le ho sentite ed erano davvero interessanti. Da lì siamo partiti, con la voglia di arrivare nelle classifiche nazionali. Abbiamo cominciato a girare con queste canzoni, senza avere nessuna esperienza. Perché la nostra è anche una storia di crescita. Quella realizzata in 25 anni trascorsi insieme».
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