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"La vasca idromassaggio di Cesi? L’ha pagata Unieco"

di Elisa Pederzoli
"La vasca idromassaggio di Cesi? L’ha pagata Unieco"

Al processo all’ex comandante dei carabinieri di Correggio sentiti i testi della cooperativa sul caso delle migliorie apportate all’appartamento della caserma: "Non si poteva dire di no al maresciallo"

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CORREGGIO. «La vasca idromassaggio? Le fatture le ha pagate Unieco». E’ una delle dichiarazioni cruciali del processo all’ex comandante dei carabinieri di Correggio, Roberto Cesi, che si sono sentite ieri in aula, durante la terza udienza del processo che vede il militare alla sbarra, accusato di ben 28 capi di imputazione.

A essere sviscerata a lungo è stata proprio la realizzazione dell’alloggio del comandante, nella nuova caserma dei carabinieri. Per quelle richieste che il carabiniere faceva e che spingevano il costo dell’opera – un appalto da un milione e 700 mila euro – più in alto. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11590939:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/06/11/news/correggio-le-accuse-del-colonnello-boccia-all-ex-comandante-dei-carabinieri-ingerenze-sul-comune-migliorie-faraoniche-nell-alloggio-finta-mensa-e-regali-di-natale-1.11590939]]

A chiarire chi pagò per quella vasca non compresa nei capitolati di spesa dell’appalto a carico del Comune, ma fortemente voluta dal luogotenente, lo ha chiarito il geometra Luigi Guidetti, al tempo dipendente di Unieco e impegnato nel cantiere della nuova caserma. «Ha saldato Unieco col fornitore» ha infatti spiegato.

Il punto su cui il presidente del tribunale, Francesco Maria Caruso, e i pm Giacomo Forte con il procuratore capo Giorgio Grandinetti hanno insistito a lungo è: perché Unieco lo ha fatto, dal momento che era chiaro che il Comune non si sarebbe fatto carico di una spesa non prevista, così come delle altre migliorie fuori capitolato chieste o ottenute dal carabiniere?

«Nessuno si è sentito di dire di no al maresciallo...» sono state le parole di Guidetti. «Perché – ha spiegato sollecitato dal magistrato – era ilcomandante, era una persona importante...».

Guidetti ha spiegato anche che, durante i lavori, Cesi passava spesso al cantiere. Controllava i lavori, faceva richieste. «Abbiamo fatto tante caserme – ha testimoniato Guidetti – ma di solito il maresciallo lo vedevamo soltanto al momento della consegna delle chiavi. Solo Cesi veniva così spesso al cantiere».

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Un altro dirigente di Unieco chiamato a testimoniare ha spiegato che «per quieto vivere» si assecondarono le richieste di Cesi, vasca compresa. «Faceva le sue richieste ma il Comune diceva di no, poi si rivolgeva a noi, poi ai fornitori. Si creavano problemi...» ha spiegato. Per aggiungere che alla fine si era arrivati a dirgli di sì «perché era il maresciallo». «C’era – ha ammesso – un’attenzione in più». Una decisione che arrivò da parte di «un dirigente» specifico di Unieco.

Quella della vasca, e dell’alloggio del comandante, è soltanto una delle questioni e degli episodi che sono finiti nel processo che vede l’ex comandante, difeso dall’avvocato Giuseppe Rossodivita, accusato di numerosi reati che vanno dalla concussione, al peculato, alla violenza privata, alle minacce e a tanto altro. Ieri, la lista dei testi era lunga: 40 persone.

Tra questi, l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Pozzi, l’ex gestore del bar Olimpia Juri Ialacci e l’attuale comandante della polizia municipale, Tiziano Toni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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