Via Talami, il Comitato: «Basta treni accesi»
I residenti dopo la relazione Arpa con l’esito degli sforamenti: «Il Comune intervenga definitivamente»
REGGIO EMILIA. L’inquinamento nel deposito dei locomotori Tper e Fer di via Talami (in zona Santa Croce) è intenso ma di breve durata. E, secondo i dati Arpa, proprio per questo motivo in base alle norme attuali non sono sufficienti a poter dire che i limiti imposti dalla legge vengono sforati. Considerazioni che non piacciono al comitato di residenti della zona di Santa Croce, come riporta l’avvocato Raffaella Pellini, portavoce dei cittadini, secondo la quale «si è di fronte ad una contraddizione in termini». Una contraddizione che secondo i comitato consiste nel dire che i valori orari sono nella norma e, al tempo stesso, nel registrare che vi sono picchi di esalazioni gassose inquinanti che portano il misuratore ad andare in tilt di fronte all’emissione di polveri sottili, monossido di carbonio, ozono. Considerazioni messe nero su bianco da Arpa dopo un mese di rilevazioni sui livelli di inquinamenti dovuti all’attività del deposito di via Talami. I residenti, forti anche della disponibilità dell’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino, sono intenzionati a chiedere «il trasferimento quantomeno dell’attività di accensione dei locomotori».
Infatti, è quello il momento in cui sono stati registrati i picchi maggiori delle emissioni inquinanti, dopo i quali i livelli ritornano nella norma. Per il Comitato quindi «è necessario trasferire l’attività di avviamento dei locomotori, che non possono essere accesi a due passi dalle case come avviene ora a tutte le ore del giorno e della notte».
Il Comune è deciso a trasferire almeno una parte dei locomotori alla stazione centrale, per ridurre l’impatto sia degli agenti inquinanti sia del rumore. Dal canto suo il Comitato chiede «un intervento risolutivo del Comune», aggiungendo di voler «essere informato sull’esatta esecuzione del trasferimento dei convogli, del numero di quelli che rimarranno e quanti saranno accesi in via Talami». Fra le richiesta, anche «sapere se i locomotori saranno accesi con schermature o con quali altri accorgimenti per la tutela della salute”. Tutto ciò sottolinea il Comitato, «non solo perché nel quartiere ci sono le scuole Collodi, ma anche perché dopo i rilievi Arpa effettuati dal 26 maggio al 23 giugno, la situazione è peggiorata anche in relazione ad un principio d’incendio a seguito dall’accensione accidentale di una torcia il 19 agosto scorso. Sulle cui cause si attendono ancora i risultati». (r.f.)
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