Gazzetta di Reggio

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“Che senso ha”, Poiatica cantata dai Gasparazzo

di Luca Tondelli
“Che senso ha”, Poiatica cantata dai Gasparazzo

Carpineti: la band reggiana si schiera accanto al comitato contro la discarica «Un viaggio tra il sogno di una terra liberata e la delusione della realtà»

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CARPINETI. S’intitola “Che senso ha” il nuovo brano inedito della band reggiana Gasparazzo, il cui tema è la discarica di Poiatica. La canzone nasce dall’incontro tra i Gasparazzo e il Comitato Fermare la Discarica, che si è battuto per la chiusura della stessa. La band ha mostrato subito interesse per il tema della discarica di Poiatica come problema ambientale.

Spiega il comitato in una nota: «Abbiamo sempre cercato di comunicare quanto il tema dei rifiuti sotterrati sia in realtà la punta di un iceberg fatto di brutture che vanno dalla mancanza di etica politica, di senso di responsabilità, di legalità e di rispetto delle comunità locali. Le persone vengono a valere meno dei loro stessi rifiuti. Che senso ha? Nessuno. Adesso il senso di giustizia, di ristabilire la natura delle cose, ribolle in noi e da anni urliamo alla montagna che, se un senso non ce l’ha, si deve cambiare».

I Gasparazzo sono da sempre impegnati su temi sociali, dal livello locale a quello internazionale, e la canzone su Poiatica dipinge una generazione arrabbiata ma non vinta. «Non li ringrazieremo mai abbastanza – conclude il Comitato – per averci strappato fuori il cuore indurito da una lotta che riconosce la bellezza di una terra unica al mondo, ma che rivendica l’impegno delle comunità, un impegno mai ideologico, mai manipolatorio. Anche il video, diretto dal giovane regista romano Federico Guercio, parla di questa bellezza e viaggia tra il sogno di una terra liberata e la delusione della realtà. Il riferimento geografico è necessario ma noi sappiamo che, in questo momento, centinaia di comunità in Italia stanno vivendo dal basso questo momento di grande riscatto: dalle mamme in lotta contro le terre inquinate di Brescia alle rivolte anti discarica in Campania, dai movimenti lucani per la difesa del territorio al movimento torinese antidiscariche Valledora».

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