Gazzetta di Reggio

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LA DIFESA della titolare

«I lavori li ho pagati io ho fatture e documenti»

«I lavori li ho pagati io ho fatture e documenti»

REGGIOLO. E’ arrabbiata Cecilia Pavarini proprietaria del B&B “La Casa di Cecilia” di via Aurelia 4 a Reggiolo per l’accusa di abuso edilizio relativo al cambio di destinazione d’uso da...

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REGGIOLO. E’ arrabbiata Cecilia Pavarini proprietaria del B&B “La Casa di Cecilia” di via Aurelia 4 a Reggiolo per l’accusa di abuso edilizio relativo al cambio di destinazione d’uso da magazzino agricolo a camere da letto per ospitare nuovi clienti che l’amministrazione comunale di Reggiolo non ha mai autorizzato. «Era dal 2011 che volevamo trasformare l’ex barchessa per potenziare la nostra capacità ricettiva. Non siamo un agriturismo, non facciamo da mangiare. I progetti erano già pronti e stavamo per iniziare i lavori quando c’è stato il terremoto – spiega Cecilia Pavarini – il contributo regionale richiesto e poi concesso è servito a riparare la casa che era stata danneggiata dalle scosse sismiche del 20 e 29 maggio 2012. Una volta ottenuto il contributo abbiamo iniziato i lavori per recuperare l’abitazione. A gennaio 2015, dato che il cantiere era ancora aperto, abbiamo iniziato a ristrutturare l’ex barchessa ma non abbiamo utilizzato fondi pubblici. Ho tutti i documenti e le fatture che provano che i lavori sono stati pagati con nostri soldi. Ora, posso aver commesso una leggerezza per il cambio di destinazione d’uso, per la quale mi sono assunta le mie responsabilità ma non ammetto che mi si accusi di aver fatto la “furba” e di avere usato fondi regionali destinati ai privati per la ricostruzione post-sisma. E per tutelare la mia immagine mi rivolgerò a uno studio legale. Su questa vicenda – ha detto ancora la proprietaria del B&B – l’amministrazione comunale sta facendo molta confusione oltre che molta demagogia».

Cecilia Pavarini è talmente arrabbiata che il suo tono di voce si mescola con sussulti di pianto: «Mi hanno fatto firmare una sanatoria, pena la demolizione delle opere eseguite. Pagherò la sanzione per il non essere stata autorizzata al cambio di destinazione d’uso ma non ci sto ad essere accusata di avere “approfittato” dei contributi regionali».

E sulla sua pagina di Fb ha scritto: «Sono stremata e infuriata allo stesso tempo. Troppe persone dovrebbero farsi un esame di coscienza e vergognarsi. Lo status di terremotato non è sinonimo di mendicante, di ladro, di approfittatore. E’ una condizione non voluta, che subiamo dolorosamente e drammaticamente ogni giorno, da cui cerchiamo di rialzarci lottando da tre anni in prima persona. Ma quello che fa più male, che ci avvelena giorno dopo giorno, è vedere come i dipendenti della pubblica amministrazione sembrano godere nel rallentare le pratiche, nell’inventare ostacoli, nel farsi sorgere dubbi non leciti laddove il dubbio era già stato fugato, nel sospendere l’erogazione dei fondi perché il mese di agosto “sono tutti in ferie”». (m.p.)

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