Il Comune non chiuderà la Til ma serve un cambio ai vertici
REGGIO EMILIA. «Til non chiuderà, è un’azienda fondamentale per la città». Il sindaco Luca Vecchi torna, categorico, a parlare della società pubblica di Trasporti Integrati e Logistica, al 100%...
REGGIO EMILIA. «Til non chiuderà, è un’azienda fondamentale per la città». Il sindaco Luca Vecchi torna, categorico, a parlare della società pubblica di Trasporti Integrati e Logistica, al 100% reggiana e che gestisce i minibù e una piccola parte del servizio extraurbano.
La Til, da quando nel 2012 si sono aggregate le aziende di trasporto pubblico di Modena, Reggio e Piacenza, è stata tenuta fuori dalla fusione per precisa volontà dell’amministrazione dell’epoca. E ora è un piccolo gioiellino, in attivo e con un capitale sociale di 2,2 milioni di euro e un patrimonio netto di 3,3milioni. Un tesoretto che fa gola alla Seta, che tra l’altro vive come una spina nel fianco la società reggiana, che copre 670 dei circa nove milioni di chilometri di trasporto pubblico. Già a luglio Mirko Tutino, assessore alla mobilità, aveva difeso la Til a spada tratta, definendola «un bene comune» e sottolineando il fatto che i Minibù «rappresentano l’unico servizio che in questi anni è stato apprezzato dalla popolazione in maniera unanime». E ieri, in occasione dell’inaugurazione della nuova linea urbana 1, anche Vecchi è tornato sull’argomento. «La società rappresenta un comodità per i cittadini, una sua chiusura non è prevista - ha ribadito il sindaco - tuttavia è necessario un cambiamento ai vertici ed eventualmente una sua parziale integrazione». Il nome che circola ancora è quello dell’attuale amministratore di Til, Roberto Badalotti, «un valido candidato per la nomina ad amministratore delegato di Seta. Non solo perché reggiano, ma perché persona che si è dimostrata negli anni capace e competente.» E i soci modenesi, in pressing per il rinnovo del Cda della società, sarebbero disposti ad appoggiare la candidatura di Badalotti in cambio della chiusura della società. Chiusura che però, per ora, è smentita dalle autorità reggiane.
(l.g.)
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