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Acqua pubblica, Vaccari striglia Sassi

Acqua pubblica, Vaccari striglia Sassi

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle attacca il vice sindaco: «Pensi ai debiti che Iren ha già oggi con le banche»

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REGGIO EMILIA. «Coloro che il vice sindaco definisce "rancorosi e populisti" si troveranno domenica pomeriggio in piazza Prampolini, alle 18, per parlare di acqua pubblica e del furto dei beni comuni da parte di una classe politica affarista ed arraffona».

Non usa mezzi termini il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Sala Tricolore, Norberto Vaccari per rispondere a Matteo Sassi che sulla Gazzetta una decisione del centrosinistra reggiano in merito alla ripubblicizzazione dell’acqua. E non una decisione qualunque, aveva auspicato l’esponente di Sel: per Sassi, la soluzione praticabile sarebbe quella di un affidamento in house.

Ed è proprio su questa scelta che Vaccari - schierato con i referendari per la ripubblicizzazione “secca” - punta l’indice: I rancorosi, scrive Vaccari «sono tali perché con loro si rifiuta un dibattito serio, anche in Consiglio Comunale, su un tema quale è la ripubblicizzazione del servizio idrico, mentre lo si vorrebbe, da parte della maggioranza, mantenere nel silenzio e nella zona d'ombra delle decisioni prese fra pochi. Ecco - scrive Vaccari - i motivi del rancore di molti: una scelta che coinvolge tutta la città e intere generazioni a seguire lasciata nelle mani di persone neanche bene informate e motivate. Desiderare che ne siano coinvolti tutti è populismo? per chi governa sì; allora siamo orgogliosi di essere populisti». Nel merito, Vaccari poi chiede al vice sindaco Sassi «un po' di coerenza, visto che il suo piano B assomiglia quasi a fotocopia al risultato dell'analisi di Agenia, che sia M5s che i Comitati hanno sempre sostenuto. Mi pare si differenzi su una questione marginale che riguarderebbe le banche che coprirebbero il prestito necessario a creare la società pubblica. Non mi pare si sia altrettanto preoccupato della situazione di Iren che, con il suo indebitamento mostruoso, è totalmente in mano alle banche». Poi dall’attacco politico, Vaccari passa al tentativo di trovare un punto d’incontro: «Crediamo che il vice sindaco abbia fatto un po' di confusione e lo invitiamo a rileggersi lo studio di fattibilità fatto da Agenia e vedrà che le "pericolosissime" banche compaiono non come soci ma solo nel loro ruolo istituzionale di gestione di un mutuo e gli unici creditori sarebbero i cittadini utenti del servizio idrico.

Se poi ci si soffermasse su quanto è già previsto nella salatissima bolletta dell'acqua si smetterebbe anche di fare del terrorismo mediatico con cifre sparate a caso, ma soprattutto non si avrebbero dubbi sul tesoro che, alla fine della concessione venticinquennale, rimarrebbe nelle tasche delle comunità ed in eredità ai nostri figli e nipoti, non come dividendi di una società per azioni. La scadenza del 30 settembre è imminente, la scelta per i prossimi 25 anni dovrà essere fra la costruzione di una società pubblica oppure andare ad una gara fra privati. La prima scelta è reversibile, la seconda no, e comporterebbe vincolare le generazioni future su una questione, l'acqua pubblica, di vitale importanza».

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