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Cade e batte la testa, muore un ciclista

Cade e batte la testa, muore un ciclista

Il 36enne stava attraversando la strada quando, temendo l’arrrivo di un camion, ha sbattuto contro il parapetto in legno

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REGGIO EMILIA. Incidente mortale, ieri sera, poco dopo le 19.30, sul passaggio pedonale di via Chopin, nella rotatoria con via Emilia all’Angelo. Un giovane ucraino, di 36 anni, Mykhailo Goncharuk, residente a Reggio, in via Bolognesi, sposato e con tre figli, è morto a causa del gravissimo trauma cranico riportato in seguito al colpo riportato contro il parapetto che coosteggia la pista ciclopedonale. Un impatto violentissimo che ha fatto cadere il giovane dalla bici e, come hanno raccontato i testimoni, stramazzare al suolo con violenza: subito hanno notato la grande ferita alla testa, con il sangue che usciva copioso mentre il giovane si lamentava.

Quando sul posto è arrivata l’ambulanza e il personale dell’automedica, per il 36enne ucraino non c’era più nulla da fare: inutilmente i medici hanno tentato di rianimarlo per diversi minuti ma la ferita alla testa è risultata troppo grave e ai medici non è rimasto che stabilire l’ora del decesso.

Sul posto sono arrivati anche i carabinieri e gli agenti della polizia municipale che hanno effettuato i rilievi di legge ed ascoltato le testimonianze degli automobilisti di passaggio e di una donna, anch’essa in bicicletta, che aveva assistito all’assurdo incidente che è costato la vita al 36enne ucraino. Tutti hanno convenuto di aver visto l’uomo in sella alla sua bicicletta che stava attraversando via Chopin sulle strisce pedonali ma, una volta arrivato a metà carreggiata, ha improvvisamente accelerato, forse nel timore di non fare in tempo a passare prima che scattasse il rosso del semaforo.

«Quando è scattato il verde per noi che venivamo da via Chipin – racconta un automobilista – abbiamo dovuto frenare perchè lo abbiamo visto arrivare a gran velocità, poi lui ha perso l’equilibrio ed è andato a schiantarsi contro il parapetto della pista ciclo-pedonale, battendo violentemente la testa sullo spigolo del parapetto e poi rovinando a terra».

Poi la morte, sopraggiunta praticamente all’istante dopo il violento impatto. Sul luogo dell’incidente c’era anche il comandante della Municipale, Antonio Russo. (f.d.)

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