Stazione, Tinelli: «La linea dura non serve»
L’avvocato reggiano spiega la sua soluzione: «Il Comune riqualifichi la zona, c’è l’occasione per farlo»
REGGIO EMILIA. Per risolvere il degrado nella zona della stazione non serve la tolleranza zero. È un problema che nasce anni addietro, e pertanto va risolto con una lungimirante politica di riconversione della zona. A dirlo è uno stimato membro della comunità reggiana: l'avvocato Celestina Tinelli, membro del Consiglio nazionale forense ed ex componente laico del Consiglio superiore di magistratura. "La necessità è la riqualificazione per aggredire il degrado sociale - sostiene la Tinelli - non credo si possa risolvere la questione mettendo in carcere tutti gli abitanti". E, soprattutto, non è possibile dare la colpa solamente agli stranieri. Perché una della cause è "la responsabilità dei proprietari cittadini reggiani, che vent'anni fa, forse hanno affittato con superficialità".
La soluzione sarebbe quindi che il Comune si prendesse in carico completamente i palazzi che compongono i quartieri di San Pietro e Ospizio, per poter procedere a una totale bonifica della zona. L'occasione c'era già stata due anni fa. Come ricorda l'avvocato "il Giudice del nostro Tribunale delle Esecuzioni Immobiliari dott. Fanticini, constatato che il degrado sociale e materiale, più che la crisi finanziaria, aveva duramente colpito anche il valore degli immobili siti in quella zona, propose che il Comune di Reggio Emilia progettasse da Amministratore Giudiziale decine e decine di appartamenti siti in quella zona e soggetti ad espropriazione". Un ottimo modo per attuare "una riqualificazione materiale e sociale, prendendosi cura degli immobili, ormai senza luce, acqua e gas a causa delle reiterate morosità, utilizzandoli per fini di utilità pubblica". Tuttavia l'operazione non andò in porto a causa della mancata collaborazione dell'ente: "Parlai con l'allora ancora sindaco Graziano Delrio, poi il Sindaco pro-tempore Ugo Ferrari, poi con il Vice Sindaco Matteo Sassi. Sembravano interessati, ma non se ne fece purtroppo nulla".
Ora però si apre una nuova opportunità. Il Governo ha infatti fatto uscire il bando con cui vengono regolamentate le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni urbane delle aree degradate. Dove con "degradata" si intende una zona che possieda un certo numero di caratteristiche fra cui disoccupazione, fenomeni di criminalità anche giovanile e presenza di massiccia immigrazione. E, secondo la Tinelli, "la zona adiacente la nostra stazione ferroviaria cittadina le ha, purtroppo, tutte". Concorrendo alle selezione il Comune potrebbe quindi finanziare interventi per riqualificare beni pubblici o privati, lavori su aree verdi, potenziare infrastrutture per i giovani e bonificare aree di particoalre disagio sociale.
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