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Antimafia, dopo il caso Cpl scatta il via libera agli ammortizzatori per le ditte colpite da interdittive

di Enrico Lorenzo Tidona
Antimafia, dopo il caso Cpl scatta il via libera agli ammortizzatori per le ditte colpite da interdittive

È il decreto che “salva” il Cpl: 12 mesi di cassa «ma devono essere anche commissariate». Gaetti: «Vigileremo sulla norma»

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REGGIO EMILIA  Cassa integrazione per 12 mesi alle aziende colpite da interdittiva antimafia in Italia. È il riverbero su scala nazionale della concertazione sindacale avvenuta con il ministero del Lavoro per salvaguardare decine di posti in capo alla Cpl Concordia, la grande coop rossa (1.800 dipendenti) esclusa lo scorso aprile dagli appalti pubblici in seguito all’inchiesta che collega gli ex vertici con la criminalità organizzata. Uno tsunami giudiziario che ha aperto un fronte a livello sindacale e politico locale con conseguenze ora sul piano nazionale: cosa fare per poter salvare l’occupazione della coop?

La soluzione è stata messa a sistema e inserita lo scorso 4 settembre per volere del ministro Giuliano Poletti (ex presidente nazionale di Legacoop) in uno dei decreti attuativi del Jobs Act, che ha ufficializzato il via libera agli ammortizzatori sociali per le imprese soggette a procedure interdittive antimafia.

Messa giù così la norma aprirebbe una voragine nella lotta contro il crimine organizzato: solo a Reggio Emilia sono oltre 50 le interdittive, provvedimento che comporta l’esclusione dalla white list e quindi dalle gare per l’assegnazione degli appalti pubblici (quelli privati invece possono proseguire). Offrire un assegno di Stato ad alcune di queste aziende, che in diversi casi al posto di semplici dipendenti hanno in realtà persone organiche al clan, sarebbe di per sé un paradosso.

A garantire una sorta di clausola di salvaguardia c’è la formula per ora affidata al comunicato del 12 agosto scorso battuto dal ministero del Lavoro, che in fase ancora preliminare inquadra come beneficiarie le ditte «sottoposte ad interdittiva e commissariamento». Quest’ultima parola dovrebbe fungere da argine, visto che ad essere sia interdetta sia commissariata al momento è solo la Cpl. A dare l’annuncio del via libera dal Governo all’ammortizzatore in questione è stata pochi giorni fa l’assessore dell’Emilia-Romagna alle Attività produttive, Palma Costi: «Una buona notizia, che aspettavamo - ha detto - Questo strumento consente infatti di tutelare i lavoratori coinvolti, che non hanno alcuna responsabilità rispetto alle indagini giudiziarie in corso, come nel caso di Cpl Concordia».

La materia resta comunque delicata viste le implicazioni: il caso Cpl - centinaia di dipendenti e ampio patrimonio industriale - è isolato. Le ditte colpite solitamente da interdittive sono di piccola e media dimensione con infiltrazioni criminali che innervano anche la pianta organica. «Vigileremo sul decreto e su come verrà formulato - assicura Luigi Gaetti, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione antimafia - l’attenzione in materia deve essere massima per evitare qualsiasi distorsione».

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