Clan delle frodi, perquisita la casa di un 40enne nei guai per Aemilia
Ancora incertezze sull’autenticità dei quadri sequestrati: i carabinieri presto affiancati da esperti Sui reperti-archeologici si difende il 64enne di Sant’Ilario: «E’ anticaglia, nessun traffico illegale»
REGGIO EMILIA. Dal maxi blitz dei carabinieri coordinato dal pm Giacomo Forte – che giovedì ha portato gli inquirenti a spaziare (in parte anche inaspettamente) fra frodi online, merce ricettata ed opere d’arte – spunta la perquisizione nell’abitazione di un 40enne d’origine calabrese coinvolto nell’operazione antimafia “Aemilia” ed ora in attesa che venga fissata l’udienza preliminare a Bologna.
Nella casa del 40enne i militari hanno sequestrato diverse cose, fra cui un aspirapolvere Folletto di marca Vorwerk e quest’ultima “mossa” non sorprende visto che si sta indagando proprio su un notevole quantitativo di questi elettrodomestici che per gli inquirenti sarebbero di provenienza illecita. Merce consegnata a Comacchio (Ferrara), ma in precedenza prelevata da un magazzino di Fidenza (Parma). Aspirapolveri che finivano sui siti per la vendita tra privati: alle volte le vendite andavano a buon fine, con prezzi ribassati anche della metà pur di vendere la merce che scottava. In molti altri casi, invece, l'offerta postata sul web era uno specchietto per le allodole: il compratore versava una caparra se non addirittura il prezzo pattuito, aspettando però invano la spedizione dell'aspirapolvere dato che il compratore si era nel frattempo dileguato.
Intanto proseguono gli accertamenti anche sull’incredibile numero di quadri – diversi apparentemente di grandi artisti (Picasso, Burri, Basquiat, Melloni, Rembrandt) – per capire quale sia il “filo” che lega queste opere agli indagati (34 dei 52 sotto inchiesta vivono nella nostra provincia). Tante le ipotesi ancora in ballo. Nel caso di opere autentiche potrebbero essere state comprate investendo denaro “sporco”. Se invece si tratta di “croste” potevano servire a mettere a segno ulteriori truffe, oppure gli indagati che le avevano in casa potrebbero essere stati a loro volta truffati. Per valutare l’autenticità di questa mole di dipinti i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale saranno affiancati da esperti: un lavoro che richiederà non poco tempo. Dalle intercettazioni con relative perquisizioni di quest’inchiesta sono emersi anche uno scavo archeologico abusivo a Sant’Ilario relativo all’epoca romana oltre che dei reperti: due spade (ma pare siano meno antiche) e delle monete (più certa la datazione). Cinque le persone intercettate ed indagate, fra cui un 64enne proprio di Sant’Ilario che si difende tramite l’avvocato Marco Dallari: «Il mio assistito è estraneo in qualsivoglia traffico illegale di reperti od opere d’arte. Si diletta da tempo nell’acquisto di anticaglie di modico valore presso mercatini o conoscenti e mai e poi mai avrebbe proceduto ad un acquisto se avesse avuto la consapevolezza che si trattasse di un oggetto rubato o di provenienza illecita. Gli sono stati portati via anche oggetti di famiglia che erano nella casa da tempo immemore. Chiederemo l’immediato dissequestro».
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