Gazzetta di Reggio

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Dopo l’Ancillotta la vendemmia riparte con i Lambruschi

di Claudio Corradi
Dopo l’Ancillotta la vendemmia riparte con i Lambruschi

Per le varietà reggiane previste qualità ottima e uve sane I risultati delle chiusure dei bilanci di cantine e vigneti

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REGGIO EMILIA. La vendemmia 2015 appresta a concludere la raccolta delle varietà più precoci, l’Ancellotta, e ad avviare quella dei Lambruschi. Sono i giorni di attività più intensa per il comparto vitivinicolo reggiano, sia nei vigneti che nelle cantine, grazie ad un andamento climatico favorevole. Fino ad ora è un’annata da incorniciare, zone colpite dalla grandine a parte. Qualità eccelsa, uve sane e di elevato tenore zuccherino, anche 3 gradi babo in più rispetto allo scorso anno, quando proprio questo fattore si è rilevato penalizzante. A livello quantitativo, confermate minore rese produttive per l’Ancellotta, che da sola rappresenta il 45% dei vigneti reggiani, che variano fra un 15 e un 30%.

Grande attesa per i riscontri ponderali sull’altra importante famiglia dei Lambruschi, per i quali si prevedono diminuzioni delle rese contenute. In pieno periodo di chiusura di bilanci, nei giorni scorsi nelle cantine sociali, emerge come la bassa gradazione delle uve della passata stagione abbia costretto ad onerose concentrazioni di prodotto che hanno inciso sui risultati commerciali. Un grado medio in meno rispetto alla norma, che arriva ad incidere per 3 euro a quintale uva. A questo si devono sommare i maggiori oneri di vinificazione e un mercato che dopo un inizio promettente ha via via sempre più penalizzato i Lambruschi, in modo ingiustificato. Le cantine organizzate per la frizzantatura hanno potuto arginare i ribassi grazie a vendite al di fuori della zona di produzione. Da sottolineare che l’Ancellotta nella passata campagna ha mantenuto alto il suo valore commerciale, addirittura superiore ai Lambruschi, a parità di grado, di un 25-30%. Questo quando l’anno precedente il valore dei Lambruschi aveva raggiunto quotazioni che rispetto alla varietà tipica del rossissimo erano superiori di un 10%. Sono gli effetti della domanda e dell’offerta che determinano variabili sulla quotazione del rossissimo, prodotto con l’Ancellotta, molto prezioso più nelle annate difficili. Per questo motivo la campagna di commercializzazione potrebbe essere meno vivace di quella passata. A fronte dei riscontri di mercato delle varie varietà della passata vendemmia le cantine sociali stanno annunciando risultati di bilancio che rispetto a quelli della stagione 2013 sono in ribasso in termini variabili fra i 3 e gli 8 euro, vale a dire 5-15%, con prezzi medi di liquidazione delle uve che possono variare fra i 38 ed i 45 euro a quintale uva. Valori che se confrontati alla media dei bilanci reggiani delle ultime 10 vendemmie, che è di 33 euro a quintale, sono comunque soddisfacenti.

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