Il wi-fi sbarca in tribunale
In Italia è il primo palazzo di giustizia con il nuovo servizio
REGGIO EMILIA. Da tre giorni il sistema informatico della giustizia è in blocco e il tribunale ne risente, ma d’ora in avanti si potrà ovviare anche a questi lunghi imprevisti perché anche il palazzo di giustizia è “coperto” dal servizio wi-fi del sistema Guglielmo che è partito grazie alla sinergia – nell’affrontarne i costi – fra l’Istituto vendite giudiziarie (L’Ivg ha investito 15mila euro), il Comune (con 3mila euro) e Iren (qualche migliaio di euro spesi).
Una rete libera e gratuita che lancia il nostro tribunale come il primo in Italia (insieme a quello di Campobasso) ad allargare la propria capacità informatica con il wi-fi.
Come ha specificato nella conferenza-stampa il presidente del tribunale Francesco Caruso – affiancato in queste considerazioni dal procuratore capo Giorgio Grandinetti – «la giustizia funziona grazie a questi espedienti, a queste sinergie perché tagliano risorse, perdiamo personale continuamente, mentre sono molte le richieste e le aspettative dei cittadini». Con questo accesso ad internet saranno accessibili tutta una serie di servizi rimanendo nel palazzo di giustizia (in attesa di un processo o facendo la fila davanti ad un ufficio): la consultazione dei siti giudiziari; per gli avvocati la possibilità d’inserimento nel processo civile telematico (inviando per esempio, dal tribunale, un atto scritto in un momento di pausa dell’attività giudiziaria); l’uso di internet da parte di magistrati e avvocati in udienza; il contatto in videoconferenza con testimoni e imputati. Quest’ultimo servizio può essere un primo punto di partenza in vista del processo “Aemilia” a Reggio, a cui hanno diritto a partecipare in videoconferenza chi è sottoposto al carcere duro (andranno presi accordi con il carcere e il wi-fi andrà affiancato dall’installazione di ulteriori impianti). «Con questo allargamento dei servizi – rimarca Rocco Russo, direttore dell’Ivg di Reggio – si potenzia quanto già si tocca con mano dal 2012 con il punto informativo in tribunale, che dà risposta a 1.200 richieste mensili». L’assessore all’Agenda digitale – Valeria Montanari – ha prima osservato come Reggio sia sempre più connessa ed ora in un luogo dal forte significato come il tribunale, per poi lanciare un appello ad altre istituzioni pubbliche «affinché implementino le loro tecnologie e il Comune metterebbe a disposizione le proprie competenze». Cesare Stermieri (Iren) ha spiegato come la multiutility s’impegni e metta risorse su banda Internet e servizio wi-fi nelle tre province di competenza, mentre Giovanni Guerri ha illustrato il funzionamento e le potenzialità del sistema Guglielmo.
Durante l’incontro con i cronisti hanno fatto anche capolino le “nubi” relative alla gestione e manutenzione del tribunale: spese per circa 300mila euro all’anno sinora messe a bilancio dal Comune e che dal primo settembre se ne farà carico il ministero della Giustizia (la decisione vale per tutti i tribunali d’Italia), il che significa tempi lunghi e grosse incognite sulla risposta romana alle richieste ed ai problemi.(t.s.)
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