La polizia nelle "case alveare" di via Veneri
Trovati stranieri irregolari che non risultavano residenti, la segnalazione dal comitato di cittadini della zona
REGGIIO EMILIA Il Comitato “Via Veneri non molla” lo ha invocato pochi giorni fa: «Andate a controllare chi abita in quelle palazzine». E la risposta della questura non si è fatta attendere: ieri sono scattati gli accertamenti in via Veneri al civico 3. Gli agenti, coordinati dal dirigente Francesco Baiano, hanno controllato alloggio per alloggio, nella palazzina già nota per un sospetto via vai di persone. Tutte le persone presenti sono state identificate, per capire chi ci abita e chi è solo di passaggio, se si tratta di cittadini regolari o invece no.
In tutto sono state controllate trenta persone. E i risultati ci sono: gli agenti hanno infatti scoperto la presenza di due persone, un uomo e una donna, che non avevano alcun titolo per stare lì. E per stare in Italia, dal momento che per entrambi pende un provvedimento di espulsione: per lui, un tunisino, emesso dal questore di Reggio a inizio 2015. Per lei, una donna di origini slave, dal questore di Roma già nel 2012. Provvedimenti, evidentemente, mai rispettati.
Sabato sono stati accompagnati in questura per tutti gli accertamenti del caso. Per la donna è scattato il foglio di via, mentre anche il compagno rischia l’allontanamento dal territorio dello Stato. Per entrambi scatta la denuncia. Resta, dunque, quello delle residenze, effettive o meno, una delle questione cruciali dei controlli e della lotta al degrado e all’illegalità. Diventa fondamentale verificare chi risulta sulle carte come residente in quelle case e se abiti lì effettivamente. O se invece, come questo caso ha rivelato, chi si trova in quegli alloggi lo fa in virtù di subaffitti o ospitalità ricevuta più o meno illegalmente.
«Siamo sicuramente contenti di questi controlli. La questura per noi è un punto fermo: se abbiamo bisogno loro ci sono sempre» è la reazione del Comitato “Via Veneri non molla” alla notizia degli ultimi controlli: ce n’erano già stati di analoghi a inizio estate e lo scorso inverno. «Come questi controlli dimostrano - proseguono - basta aprire una porta per scoprire che ci sono persone che non dovrebbero esserci».
Ma i cittadini del Comitato di via Veneri si attendono accertamenti ulteriori, questa volta dal Comune.
«Ci sono altre palazzine che in passato avevano fatto registrare problemi, in cui ora le cose vanno meglio - evidenziano - Tuttavia, quello che notiamo è che c’è una presenza esagerata di persone rispetto alle dimensioni degli alloggi. Anche i proprietari dei questi immobili facciano la loro parte nei controlli».
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