Marcia degli scalzi: senza scarpe per i profughi
In 400 lungo il percorso dalla stazione a piazza Martiri Hanno aderito molti politici ma solo bandiere della pace
REGGIO EMILIA. L'appuntamento era in piazzale Marconi, teatro sei giorni fa della cruenta rissa fra nigeriani. Ma i quattrocento reggiani che vi si sono riuniti ieri alle 17 non sono fra quelli che guardano con crescente preoccupazione e ostilità la presenza in quella zona di tanti stranieri, perlopiù sconosciuti all'anagrafe. Sono, al contrario, i rappresentanti di associazioni e i semplici cittadini che hanno partecipato alla "Marcia delle donne e degli uomini scalzi", aderendo all'appello all'accoglienza dei profughi e dei disperati lanciato a Venezia da esponenti della cultura e messo in atto ieri contemporaneamente in sessanta città italiane. Il corteo ha percorso in silenzio viale Quattro Novembre e via Emilia San Pietro, senza gli emblemi delle organizzazioni partecipanti.
C'erano, invece, tante bandiere della pace. In prima fila hanno marciato senza scarpe Andrea Costa, segretario del partito democratico, e Giammaria Manghi, presidente della provincia. C'erano anche la deputata del Pd Vanna Iori e l'ex-parlamentare comunista Eletta Bertani, in rappresentanza dell'Anpi al posto del presidente Giacomo Notari, impegnato nelle escursioni sui "sentieri partigiani". Presente anche l’onorevole Spadoni del Movimento 5 Stelle. La lista delle adesioni era firmata da centocinquanta cittadini e da 38 sigle, fra cui quelle di Pd, Sel, Tsipras, Pcdi, Cgil, Cisl, Anpi, Arci, Pax Christi, Nondasola, Auser, Filef, Istituto Cervi, Libera e Uisp.
La maggior parte dei marcianti sostiene la necessità di aprire le porte dell'Europa ai nuovi venuti senza preconcetti e discriminazioni.
«Nei valori costitutivi della Resistenza - dice Eletta Bertani - c'è l'accoglienza. La nostra identità si conserva rimanendo fedeli a questi valori. Questa gente scappa da situazioni invivibili. In quanto persona non posso prendere un atteggiamento contrario ai principi di umanità».
Qualche distinguo lo azzarda Piera Vitali: «L'Europa avrà bisogno nei prossimi anni di milioni di immigrati. Ci dovremo abituare al meticciato. L'immigrazione, però, è stata gestita male fin dall'inizio. Senza regole non si può continuare e noi italiani, soprattutto, siamo poco avvezzi alle regole». Anche Andrea Costa prova ad allargare il discorso: «L'Europa si deve muovere insieme. Occorre una politica estera che intervenga a rimuovere le cause di questo esodo biblico, favorendo la sicurezza e la crescita in Africa».
Manghi, invece, richiama la responsabilità delle istituzioni a livello locale, affinchè non si ripetano episodi come quello di domenica scorsa: «Il comitato per l'ordine e la sicurezza di cui faccio parte ha posto il problema del controllo del territorio, innalzando il livello delle forze che lo presidiano. Reggio non è fuori controllo. Occorre, però, una vigilanza costante. Chi delinque deve essere espulso».
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