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«Soggetti pericolosi, verranno espulsi»

«Soggetti pericolosi, verranno espulsi»

Lo annuncia il questore Fusiello per i protagonisti della rissa in zona stazione. Sei degli arrestati chiesero lo status di rifugiato politico ma fu loro negato

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REGGIO EMILIA. Poche ore di cella poi subito la liberazione, con l’obbligo di firma come unica misura in attesa del processo. L’epilogo giudiziario, della violenta rissa di domenica 6 settembre in zona stazione è di quelli che - seppur così previsti dalla legge italiana - lasciano perplessi i cittadini che hanno assistito, più o meno direttamente, a un’esplosione di violenza inaudita nel cuore della città. Ma al di là della pena che il giudice deciderà per gli 8 cittadini nigeriani coinvolti, il questore Isabella Fusiello è pronta a un provvedimento importante: l’espulsione dal territorio nazionale per le persone coinvolte.«L’espulsione è una misura di prevenzione che viene adottata nei confronti di uno straniero qualora ci si trovi di fronte alla pericolosità sociale. Noi riteniamo che alla luce di quello che è accaduto, questi soggetti siano pericolosi. Per tanto, sono in corso le procedure per arrivare alla loro espulsione».

Tutti i cittadini arrestati domenica risultano in possesso di regolare permesso di soggiorno?
«La maggior parte di loro, sei, hanno un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Sono cittadini sbarcati a Lampedusa nel 2012, irregolarmente. Avevano fatto richiesta per l’ottenimento dello status di rifugiati, ma dopo essere stati sentiti dalla Commissione territoriale che procede alla disamina delle istanze dei richiedenti, queste erano state rigettate: non c’erano le condizioni per accettare lo status di rifugiato politico. C’era quindi stata la richiesta al questore di un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, che in effetti avevano ottenuto. Ma come dicevo, alla luce del gravissimo episodio di domenica ora ci potrebbero essere tutti i presupposti per collocarli nella categoria persone pericolose socialmente. Stiamo lavorando in questo senso».

Quindi, cosa potrebbe accadere loro?
«Sarà emesso un decreto di esplusione, con revoca del permesso di soggiorno. Dato che sono senza documenti, saranno condotti al Cie. Saranno sottoposti all’intervista dell’addetto consolare nigeriano, che dovrà riconoscerli come connazionali. Se ciò avverrà, rilascerà i documenti per l’accompagnamento all’espatrio».

Gli altri due, invece, sono regolari?
«Uno ha un permesso per motivi famigliari, l’altro per lavoro. Ora bisogna vedere se l’interesse pubblico, ovvero la sicurezza, prevalga su quello privato. Noi faremo il nostro lavoro, le valutazioni passeranno al vaglio dell’autorità giudiziaria».

Sul fronte controlli, la prefettura ha deciso la presenza di una pattuglia fissa in zona stazione.
«C’è già stata una riunionetecnico-operativo. Va detto che non sarà una pattuglia ferma, ma oltre al presidio identificherà chi solitamente sosta in quella zona e non ha ragione di esserci. Ma credo che il presidio non sia l’unica soluzione. Non possiamo militarizzare quella zona e noi abbiamo anche altri compiti: le indagini, l’ordine pubblico, il rilascio delle licenze. Il controllo è la nostra prerogativa, ma non esclusiva. Tutti devono fare la loro parte: i cittadini, i comitati, gli enti, le istituzioni. Bisogna rioccupare, riappropriarsi di questa parte di città per del tempo è stata trascurata. La festa dello street food lo ha dimostrato: ha allontanato tutti i soggetti che non dovevano essere lì. Bisogna continuare a organizzare iniziative, che coinvolgano tutti i cittadini per riqualificare la zona».
 

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