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Case, il 67% dei cantieri riguarda ristrutturazioni

di Roberto Fontanili
Case, il 67% dei cantieri riguarda ristrutturazioni

È il dato emerso ieri al dibattito organizzato alla Terza conferenza economica Pd Corradi (Acer): «Abbassare i costi di gestione». Bosi (Legacoop): «Serve qualità»

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REGGIO EMILIA. Il futuro del mercato delle costruzioni sta tutto nelle riqualificazioni e nelle ristrutturazioni del patrimonio immobiliare esistente. In totale, questi interventi – compresi quelli per efficientamento energetico – a Reggio Emilia rappresentano il 67% di tutti i cantieri avviati. Lo stesso Comune di Reggio, dopo la variante in diminuzione (con la quale ha riportato a terreno agricolo 130 ettari già destinati a essere urbanizzati), approverà a ottobre in consiglio comunale un nuovo provvedimento per favorire ulteriormente la rigenerazione e la riqualificazione urbana, prevedendo una consistente diminuzione degli oneri di urbanizzazione per le ristrutturazioni rispetto alle nuove costruzioni.

Ad anticipare questa nuova misura è stato l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana, Alex Pratissoli, in occasione della Terza conferenza economica del Pd provinciale che si è svolta ieri a Festareggio. Un appuntamento che si è occupato degli scenari e delle prospettive del mercato del settore edile nella nostra provincia. Coordinato dal responsabile economico del Pd reggiano, Giacomo Pecorari Bertani, il confronto tra imprenditori, esperti, associazioni di categoria ha evidenziato una visione concorde sul futuro del mercato reggiano, che sconta ancora una forte quantità di immobili invenduti e, come ha ricordato ancora Alex Pratissoli, «una potenzialità di poter realizzare altri 4.800 alloggi una quantità in grado di coprire il fabbisogno della città per i prossimi ventisei anni».

Per Pratissoli, «l’unica strada per il futuro è quella delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni», che anche grazie alle detrazioni fiscali in vigore fino a ora hanno messo in moto 30 miliardi di lavori (di cui 16 miliardi del pubblico e 14 da parte dei privati). E se grazie alle microristrutturazioni qualcosa si sta muovendo, più complicata è la strada dei grandi interventi, a meno che, ha ricordato l’assessore «non sia il pubblico a mettere risorse e far da volano, come nel caso delle ex Reggiane».

Per il futuro, ha detto invece Luca Bosi, vice presidente di Legacoop, è fare interventi in cui sia la qualità a vincere e ha rinnovato l’appello «a voler ripensare alla scelta dell’appalto al massimo ribasso, che non consente di realizzare opere di qualità».

Per Marco Corradi, presidente di Acer, il mercato infine richiede immobili con costi di costruzioni che non superino i 1.400 euro al metro quadro e con costi di gestione energetica che non superino i 600 euro all’anno, con un risparmio di oltre il 50% rispetto ai costi attuali.

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