«Con Luciano Liguabue, sul palco come agli esordi»
Campovolo 2015, parlano Rigo Righetti (basso) e Mel Previte (chitarra) anche loro protagonisti con la storica Banda
REGGIO EMILIA-MODENA. Sul palco la notte tra il 19 e il 20 settembre con Ligabue ci sarà anche la storica band di cui sono capisaldi i modenesi Antonio Rigo Righetti (basso) e Carmelo Mel Previte (chitarra). Due fratelli di note dallo spirito rock’n’roll, che formano “La Banda” insieme a Roberto Pellati alla batteria e Fede Poggi Pollini all’altra chitarra.
Che brani suonerete? Ci saranno delle sorprese o gli arrangiamenti rimarranno gli stessi? «L’ordine delle esecuzioni dei brani di “Buon compleanno Elvis” come la loro struttura classica – ammette Rigo e conferma Mel – saranno gli stessi dell’album».
Quanti album avete inciso e quanti tour avete fatto insieme a Luciano?
«In totale 7 album con Ligabue – rispondono in coro – e in 13 anni di collaborazione con lui all’incirca mille concerti».
Luciano Ligabue: un pregio ed un difetto.
«Luciano è un grande comunicatore – ammette Mel – scrive bene e sa come arrivare alla gente». «Se dobbiamo trovargli un difetto – continua Rigo – direi un eccesso di razionalità, un voler sempre far quadrare troppo le cose». «Pensa troppo – lo incalza Mel – e va bene, ma a volte blocca un po’ l’istintività».
Per concludere parliamo del vostro anniversario: i 20 anni di "Buon Compleanno Elvis", l’album di maggior successo di Ligabue che ha anche segnato l’inizio della vostra collaborazione con lui.
«Fa effetto pensare che con quell’album abbiamo fatto la storia della musica italiana – ammette Mel – all’epoca ne ero inconsapevole, mentre Rigo ne aveva più coscienza. Luciano stesso ci stimolava con un approccio più naif che commerciale – continua Previte – e alla fine quando non pensi a vendere ma a fare solo buona musica, il successo arriva». «Non fu solo un successo in termini di copie vendute ma anche di vendite degli spartiti stessi – ammette Mel – e crea sempre un certo imbarazzo quando qualcuno ci dice che ha iniziato a suonare grazie a noi». «La forza del disco è stata proprio quella – conferma Rigo – regalare ai ragazzi dell’epoca un tipo di musica che fosse riproducibile, magari nelle loro camere la prima volta che imbracciavano un basso o una chitarra». «Seduto in riva al fosso è la mia preferita », ammette Rigo, mentre per Mel è “Viva”.
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