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Le due tedesche che fermarono i nazisti

Le due tedesche che fermarono i nazisti

Castelnovo Monti: i Sentieri Partigiani celebrano Ida e Augusta, oggi il gran finale a Reggio Emilia

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CASTELNOVO MONTI. Dopo tre giorni di salite, di racconti, chiusi da una bella frittata e da una strana e bella storia su due donne tedesche, oggi i Sentieri Partigiani di Istoreco salutano il 2015 con la discesa in città. Da 22 anni, Istoreco organizza questo raduno che ha come protagonisti principalmente visitatori stranieri, tedeschi, austriaci e svizzeri che, da giovedì a ieri, sono stati i protagonisti della manifestazione che ripercorrere le piste usate dai resistenti dal 1943 al 1945, nel periodo dell’occupazione tedesca.

Nel 2015 si sono presentati oltre cento fra ragazze e ragazzi, in gran parte esordienti per i Sentieri, che hanno raccolto “l’eredità” dei marciatori degli anni passati, che hanno passato il testimone ad altri gruppi di antifascisti tedeschi. Giovedì e venerdì la comitiva si è divisa fra Cerreto e il Ventasso, nella parte più impegnativa dal punto di vista escursionistico, incontrando due testimoni diretti dell’epoca, i partigiani Francesco Bertacchini, nome di battaglia Volpe, e Giacomo Notari, Willy, oggi presidente dell’Anpi reggiana.

Ieri si è scesi fra Castelnovo Monti e Casina, in una giornata a cui si sono aggregate molte persone italiane, che hanno approfittato del fine settimana per unirsi alla marcia e assistere a sera a uno spettacolo di Arturo Bertoldi e Max Collini.

Al mattino a Vercallo di Casina, raggiunta da Ceredolo de’ Coppi, ha parlato Livio Piccinini, Delinger, uno dei protagonisti dell’azione partigiana compiuta nel piccolo borgo.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo a Cortogno assieme alla Pro loco, i Sentieri hanno raggiunto Gombio di Felina, piccola località che nel 1944 venne salvata dal massacro da Ida e Augusta. Chi sono? Due donne tedesche sposate con italiani di Gombio, negli anni ’20 emigrati in Germania e poi rientrati in montagna con le mogli. Quando in un’operazione di rappresaglia nella primavera del 1944 i soldati nazisti arrivarono a Gombio, Ida e Augusta reagirono con forza, sgridando i giovanissimi militari per il loro comportamento. Spiazzati dal trovarsi di fronte due compatriote, che li rimproveravano nella loro lingua, si rivolsero al comandante e dopo una lunga trattativa Gombio venne risparmiato.

Delle due donne hanno parlato prima Ciso Piazzi, nipote di Augusta Ludäscher, e lo spettacolo “Via Toschi 23 a Gombio” di Arturo Bertoldi e Max Collini. Bertoldi è autore del testo che nella pubblicazione Istoreco “Gli occhi di” ricorda la vicenda delle due donne tedesche; un testo che di recente Collini ha ripreso anche in alcuni concerti assieme ai Giardini di Mirò.

Oggi, infine, ci si muove in città. Alle 9 a Gavasseto con la visita al cippo dei fratelli Vecchi e i saluti del sindaco Luca Vecchi, nipote dei commemorati, per poi partire verso Castellazzo, dove alle 11.30 ci saranno le testimonianze delle partigiane Giacomina Castagnetti e Giovanna Quadreri.

Alle 13 si tornerò nella sede di Istoreco, ai chiostri di San Domenico in via Dante, per il pranzo di brigata. (adr.ar.)

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